Tutti i furti erano stati compiuti fra il quartiere di Quinto Romano e quello di Baggio a partire dal 2020. Avevano rubato 16 furgoni e un’autovettura, per un valore finale di circa un milione di euro. Dopo il furto i veicoli venivano portati in un capannone nel quartiere di Quinto Romano, a Milano, per essere smontati. Lì si compivano tutte le operazioni necessarie a rendere impossibile rintracciarne la provenienza.

Le indagini dei Carabinieri delle stazioni di Cornaredo e di Settimo Milanese, della compagnia di Corsico sono iniziate nel settembre del 2020, dopo che avevano individuato gli autori del furto di un furgone a Cornaredo. Hanno così scoperto un vero e proprio sistema organizzato che partiva con il furto dei furgoni e si concludeva a Quinto Romano. Qui Carabinieri avevano colto in flagranza del reato per riciclaggio 3 persone che, all’interno di un capannone, stavano smontando dei veicoli rubati dal gruppo criminale. Durante le indagini carabinieri hanno accettato anche che in quel centro di smontaggio Sono passati più di 35 veicoli rubati, smontati e fatti sparire.

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Due Modus operandi

Il gruppo criminale utilizzava 2 metodi per rubare i furgoni. Nella maggior parte dei casi prendeva di mira dei furgoni parcheggiati per strada e riusciva, in pochi minuti, a sostituire la centralina del motore originale con una già decodificata. Una volta messo in moto mi portavano direttamente a capannone di Quinto Romano. In altre occasioni invece entravano di soppiatto nelle aziende, durante l’orario di lavoro e approfittavano del fatto che gli autisti, durante le consegne, lasciavano le chiavi di accensione nel cruscotto.

11 Arresti

Nel marzo del 2021 i carabinieri avevano ritrovato in un capannone di Rosate in provincia di Milano, quattro furgoni. Erano tutti prototipi non ancora immatricolati rubati pochi giorni prima all’interno di un’azienda di Assago. Per quei furti erano stati arrestate altre 6 persone, cui si aggiungono i due arrestati dello scorso 19 settembre, un albanese e un italiano ed entrambi pregiudicati.

Questi ultimi due sono ritenuti responsabili di furto aggravato e di riciclaggio e di altre 47 capi di imputazione per riciclaggio in merito a quanto succedeva nel capannone del quartiere di Quinto Romano. Ora si trovano nel carcere circondariale di Milano, San Vittore.

di Ilaria Maria Preti