di Stefano Sannino

 

Negli ultimi mesi il tema della moda circolare, di una moda più attenta al suo impatto ambientale e della conseguente necessità di riutilizzare le eccedenze della produzione dei grandi marchi è di grande attualità, ma mai come oggi questo concetto era diventato mainstream.

Grazie allo straordinario lavoro della startup newyorkese Queen of Raw, fondata da Stephanie Benedetto nel 2018 questo approccio circolare della moda sta diventando ancora più di attualità patinata. La startup si propone di rivendere tutti gli scampoli di tessuto inutilizzato che, fino a qualche anno fa, giacevano nei magazzini delle grandi maison senza un progetto di recupero, un valore di quasi 120 miliardi di dollari all’anno inutilizzati. 

Oggi, grazie all’esigenza di una moda più sostenibile ed anche grazie alla crisi economica portata dal Covid, le case di moda di tutto il mondo si sono rese conto di avere un vero e proprio tesoro nei loro magazzini. 

Ed è qui che entra in gioco Queen of Raw, la piattaforma che permetterà a chiunque di acquistare tessuti firmati Louis Vuitton, Givenchy e Dior – solo per citare alcuni nomi – ad un prezzo più che accessibile. La pratica dell’acquisto degli scampoli di alta moda era prima esclusiva dei piccoli designer emergenti che, grazie ai loro contatti nell’ambiente, riuscivano ad accedere a queste eccedenze di produzione per acquistare degli ottimi prodotti a prezzi assolutamente accessibili: ora, però, chiunque potrà fare la medesima cosa e riutilizzare ciò che altrimenti andrebbe sprecato. Questa scelta non è solo importante dal punto di vista ambientale, ma anche e sopratutto dal punto di vista economico; le grandi case di moda, infatti, oltre ad essersi rese conto del valore dei tessuti in eccedenza che venivano abbandonati nei magazzini, si sono anche rese conto dei reali quantitativi di invenduto che avevano nei loro stock ed hanno di conseguenza compreso la necessità di adottare una visione della moda più circolare. 

Dopotutto, perché non permettere ad altri di accedere agli invenduti a prezzi economici, piuttosto che sprecare materiale e realizzazioni?

Se, come pensiamo tutti, il senso della moda è quello di andare incontro alle esigenze della società contemporanea e di comprenderla, allora la mossa del Gruppo LVMH di lavorare in una nuova ottica più sostenibile e democratica con Queen of Raw non è solo economicamente vantaggiosa in periodo di crisi, ma è anche etica. E questo, certamente, è il senso ultimo della moda contemporanea.