di Ilaria Maria Preti

Ieri, durante il servizio di sorveglianza nella stazione ferroviaria di Milano Rogoredo, la Polizia Ferroviaria ha fermato due persone per controllare i loro documenti. I due stavano uscendo dal sottopasso comunale che dalla stazione ferroviaria porta a via sant’Arialdo.

Usando lo SDI, il sistema digitale interforze a cui sono collegati i tablet delle forze dell’ ordine, gli agenti hanno controllato i documenti dei due uomini. Hanno così facilmente scoperto che uno dei due, un italiano di 28 anni, era una persona nota alle forze dell’ordine. In quel momento avrebbe dovuto essere agli arresti domiciliari presso la sua residenza, in provincia di Pavia.

Il magistrato di sorveglianza del tribunale di Pavia lo aveva inviato agli arresti domiciliari. E’ accusato dei reati di tentata rapina e tentato furto aggravato, commessi nel 2017 e nel 2021. Quando scoperto l’uomo non ha tentato di reagire. Gli agenti lo hanno arrestato e condotto nelle camere di sicurezza della Questura rimettendolo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Lo chiamano il Boschetto di Rogoredo

Le aree adiacenti alla stazione ferroviaria di Rogoredo sono tristemente famose. La situazione è migliorata da quando si è cominciato a parlare del Boschetto di Rogoredo e dell’organizzazione quasi militare degli spacciatori di eroina. Però i tossicodipendenti non se ne sono mai veramente andati. La zona continua a essere molto insicura sia a causa delle rapine da pochi euro che si verificano sia per la continua presenza di persone sotto effetto degli stupefacenti e dal comportamento imprevedibile.