di Veronica Graf

 

Dal 1° luglio 2021 entrerà in vigore l’imposta sul consumo di plastica monouso, la Plastix Tax. Inizialmente l’entrata in vigore della tassa era prevista per luglio 2020, in seguito posticipata, come da Decreto Rilancio n. 34 del 2020, al 1° gennaio 2021. Ma poco prima dell’entrata in vigore, la tassa è stata ulteriormente posticipata di sei mesi a causa delle condizioni difficili in cui vertono le imprese dei settori interessati da questa normativa. Al fine di promuovere, attraverso lo strumento dell’imposizione fiscale, un disincentivo all’utilizzo di massa dei prodotti di materiale plastico e di favorire al tempo stesso la progressiva riduzione della produzione, e quindi del consumo di plastica monouso, il legislatore con la Manovra del 2020 ha disposto l’istituzione di un’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI).

Con questa disposizione l’obbiettivo è disincentivare il consumo spregiudicato di prodotti in plastica monouso riducendo così l’impatto sull’ambiente. Le alternative esistono, in primis il buon senso e imparare a non sprecare ma riutilizzare.s

Gli Stati membri sono altresì chiamati ad adottare misure volte a ridurre il consumo di alcuni prodotti in plastica monouso per i quali non esiste alternativa. Inoltre sono gli stessi Stati membri a monitorare il consumo di tali prodotti monouso e le misure adottate e a riferire alla Commissione Europea i progressi compiuti. 

La Plastic Tax è una tassa del valore fisso di 0,45 centesimi di euro per ogni chilo di prodotti di plastica monouso venduto (i cosiddetti MACSI). La nuova tassa graverà, principalmente sull’azienda produttrice del MACSI, sull’eventuale importatore di prodotti MACSI e, ovviamente, sull’acquirente.

L’imposta, prevista dalla Legge di Bilancio 2020, si applica al consumo dei manufatti realizzati con materiale plastico aventi funzione di contenimento, protezione, manipolazione o consegna di merci ovvero prodotti alimentari (anche in forma di fogli, pellicole o strisce) che siano stati ideati ed immessi sul mercato per un singolo impiego. Prodotti, dunque, che non siano progettati per essere riutilizzati, o per compiere più funzioni durante il loro ciclo di vita. Tali manufatti sono stati definiti con la sigla MACSI. L’accertamento dell’imposta avviene sulla base di dichiarazioni trimestrali presentate all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli entro la fine del mese successivo al trimestre solare cui la dichiarazione si riferisce; entro il medesimo termine viene effettuato il versamento dell’imposta dovuta.

Ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è attribuito il compito di svolgere le attività di accertamento, verifica e controllo dell’imposta, con facoltà di accedere presso gli impianti di produzione di MACSI al fine di acquisire elementi utili ad accertare la corretta applicazione delle disposizioni in esame. Fissato in 10 € l’importo dovuto minimo in corrispondenza o al di sotto del quale l’imposta non deve essere versata, in questo caso non si è nemmeno tenuti alla presentazione della dichiarazione ai fini dell’accertamento.