di Stefano Sannino

 

Si è recentemente conclusa l’edizione di Pitti, la kermesse fiorentina, importantissimo palco scenico di tutte le novità per la moda (fatta eccezione per il canonico prêt-à-porter donna), quest’anno –  il primo post pandemia di marzo 2020- sono stati 400 i marchi che hanno deciso di presentare qui le proprie collezioni per la P/E 2022. Un segnale di ottimismo, un passo per ritornare alla cara e vecchia “normalità” in presenza ma in modalità diverse, il Covid ha sicuramente lasciato il segno. Una vera e propria cabina di prova per tutti gli eventi fashion system a cui speriamo tutti di poter tornare a prendere parte. In occasione del 50esimo anniversario, gli organizzatori hanno riunito Pitti Uomo, Pitti Bambino e Pitti Filati in un unico evento, ribattezzato Pitti 100, vero punto di ripartenza di tutta la moda italiana. 

Sebbene il numero degli espositori fosse circa di un terzo di quello che siamo abituati a vedere, si può affermare senza alcun dubbio che l’evento è stato un grande successo: Carlo Ferro, presidente dell’Agenzia per la promozione all’estero delle aziende italiane, ha infatti dichiarato che l’export italiano nel primo quadrimestre del 2021 ha avuto una crescita del +19,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Oltre ai dati incoraggianti, Pitti 100 è stata anche il trampolino di lancio di tantissime novità nel campo tessile e del fashion design, con la definizione di una vera e propria evoluzione dell’antica tradizione sartoriale, ormai sempre più in grado di adattarsi alle nuove esigenze del mercato della moda. 

La sartorialità non perde però la sua lentezza classica, e viene celebrata da brand come Brunello Cucinelli, Tombolini e Carlo Pignatelli con un video dedicato proprio alla bellezza della lentezza. L’evento è dunque l’ultimo bastione di difesa della tradizione sartoriale, grande elemento costituente della storia artigianale del nostro Paese, ormai spesso dimenticato e svalutato, ma che ancora riesce a portare lustro all’Italia in giro per il mondo. 

Tra numeri incoraggianti, tradizione sartoriale, design innovativi e nuove tecnologie tessili, Pitti 100 è stato il primo vero grande successo del mondo della moda italiana post-pandemia, un’occasione per ricalibrare non solo il mondo dell’organizzazione di eventi, ma anche quello di tutto l’artigianato della moda.