di Stefano Bini

Seppur in un piccolo ma bellissimo programma, non mi aspettavo di rientrare in Rai dopo tanti anni, soprattutto per la situazione politico-sociale che si era venuta a creare.

Mai mi sarei immaginato di essere intervistato da Vittorio Feltri su Libero, uscire con un’intervista su Chi, Il tempo, La Nazione, in decine di testate online tra le più importanti, essere intervistato in radio da Maurizio Costanzo o dagli speaker delle frequenze delle Ferrovie dello Stato, o ancora di ricevere sui social e per strada tanti apprezzamenti. Ero preparato e ho sempre voluto tutto questo, ma mi è capitato a valanga.

Sono tanti i ringraziamenti: da Nando a Silvio Capecchi fino al direttore di Rai2 Ludovico di Meo, dal vicedirettore di Rai2 Daniele Cerioni al produttore Matteo Scortegagna, dal direttore generale delle news Mediaset Mauro Crippa a Maurizio Costanzo, finanche al direttore dei programmi Discovery Gesualdo Vercio ai miei parenti e amici più stretti.

Sulla carta, si prevede un periodo d’oro fatto di tante collaborazioni e lavori, nel concreto questo lavoro porta ogni giorno a rinnovarsi, a trattare con persone, ad allacciare o riallacciare rapporti, a scendere a compromessi (non sessuali) per mediare certe situazioni, a non destabilizzare equilibri, ecc. Credo di essere un buon mediatore nonostante i miei 35 anni, a volte impulsivo e controcorrente come un 20enne mentre altre piuttosto serioso neanche ne avessi 60.

Cazzate ne ho fatte? Qualcuna, ma non posso pentirmene visto dove mi hanno portato. Potevo fare di più? Ovvio, ma poi sarei stato invadente, poiché sono una persona che non molla facilmente. Potevo fare di meno? No, amo alla follia il mio lavoro.