di Patrizia Giangualano

Il fenomeno dell’urbanizzazione e l’espansione delle città se da un lato ha favorito il progresso sociale ed economico al livello mondiale, dall’altro ha contribuito allo sviluppo di situazioni di degrado e di povertà connesse all’inadeguata gestione delle risorse naturali al livello locale, alla scarsità o totale assenza di fondi da destinarsi a supporto dei servizi basilari e di adeguate strutture abitative per tutti. L’opportunità dei nuovi fondi del programma Next Generation EU potrebbe aiutare a eliminare i gap esistenti.   

La tecnologia è fondamentale  per lo sviluppo di nuove città e  poli urbani che potranno essere un grande generatore di innovazione e crescita economica, motore delle aree più dinamiche del pianeta. 

Un piano di investimento nazionale in alcuni poli strategici ad alto potenziale può rappresentare un’importante leva di sviluppo dei territori e un driver per creare le condizioni di attrattività del sistema Italia. 

La capacità di attuare una strategia di analisi dei dati e di raccogliere ed elaborare i big data a livello urbano, consentirebbero alle città di accedere a informazioni che non erano mai state disponibili prima.  Poter identificare e monitorare le metriche  desiderate permetterebbe di anticipare eventuali situazioni di disagio o problematiche, innalzare i livelli di servizio consentendo allo stesso tempo un processo decisionale più veloce e più efficace nonché un maggiore controllo delle diverse aree urbane e una diminuzione della criminalità.

Nel tornare ad una “nuova normalità” non possiamo non tenere conto delle mutate abitudini di mobilità e della minore sistematicità degli spostamenti a favore dello smart working  e della  necessità di assicurare il raggiungimento della sostenibilità economica, ambientale e sociale. 

La tecnologia nelle sue modalità interattive di dialogo con i propri cittadini, come è stato dimostrato in periodo di coronavirus,  ha offerto nuove concrete possibilità  di confronto costante che potrebbero aumentare il livello di fiducia e creare un effetto moltiplicatore sulle imprese e sulla comunità, creando le condizioni di ulteriori investimenti e ritorni economici sempre più ravvicinati. È necessario continuare a mantenere attivo l’interrelazione con le comunità e avviare un forte coinvolgimento del sistema produttivo in una logica di partnership pubblico-privato nei processi di progettazione e innovazione territoriale. 

In questo concetto si inseriscono temi materiali a medio e lungo termine e possibili linee di azione per produrre un circolo virtuoso tra imprenditoria, finanza responsabile e pubblica amministrazione. 

Il modello di successo di Milano fortemente impattato dalla crisi pandemica, deve riprendere vigore e nuovo slancio con iniziative in linea con i cambiamenti di comportamenti e le aspettative che l’attuale periodo evidenzia, facendo leva sui punti di forza della città e le nuove tecnologie abilitanti. Milano deve  ritornare ad avere un ruolo di volano per il territorio e le sue  imprese e costituire un campione di cambiamento con un processo trasparente e collaborativo. Le Olimpiadi Milano Cortina potranno essere il banco di prova di nuove soluzioni oppure dobbiamo ripensare la città in modo più equo e sostenibile?