di Stefano Bini

Ieri sera, il Grande Fratello Vip ha raggiunto uno share superiore al 21%, con più di 3 milioni e 100 mila telespettatori, sintomo del fatto che intorno al format c’è ancora un certo interesse; consideriamo però che Rai1, con i commenti di Porta a Porta alle elezioni amministrative, ha fatto uno scarsissimo 8%, e che la puntata di lunedì è sempre più seguita di quella del venerdì.

Fatti questi basilari appunti, quello che è successo nella puntata di venerdì scorso del GF Vip è stato un qualcosa d’indecente, squallido, scorretto nel suo politicamente corretto, una pagina di televisione degna di cerebrolesi mediatici quali sono alcuni concorrenti di questa edizione, un episodio di mainstream che Alfonso Signorini ha cercato di arginare e che Canale5 non dovrebbe tollerare nei suoi palinsesti: Soleil Sorge, in giardino con gli altri partecipanti, si scaglia contro i suoi compagni di avventura per il troppo baccano; al che, si è permessa di dire che “che sembravano delle scimmie”. Questa frase, innocua e che avrebbe capito anche un bambino di terza elementare, stava a significare che i suoi amici stavano urlando troppo, stavano facendo casino, stavano in soldoni urlando come fanno i primati; alcuni cerebrolesi mediatici, nonché fancazzisti, raccomandati e morti di fama, quali Ainett Stephens, Francesca Cipriani, Raffaella Figo, le tre principesse etiopi con il vizio del bisturi e un modello\attore che conosce solo Alfonso Signorini, si sono sentiti offesi dalla dicitura “scimmia”, solo per enfatizzare una semplice situazione, avere dieci minuti di celebrità e calcare un argomento trash altrimenti non toccherebbero palla in 4 ore di puntata in diretta. La Stephens inneggia al bullismo, la Fico mette in ballo la figlia avuta da Balotelli, la Cipriani che si lascia scappare l’infelicissima frase “Manuel è il vero Grande Fratello”, le principessine starnazzavano e il modello farfugliava qualcosa per inserirsi nel discorso, senza riuscirci. Lo schifo che ho provato a vedere quella scena, mi ha riempito di rabbia e fatto cambiare canale; Signorini, da buon omosessuale e cattolico di destra, ha saputo redarguire quella mandria di scimmie impazzite con una signorilità invidiabile. Era vicino a perdere le staffe, ma pur sempre in prima serata si trovava. Peccato.

Questo vittimismo insopportabile, orrendo, che fa male al programma, a Mediaset, al telespettatore e a tutta la tv, il buon Signorini lo ha stroncato in tempo zero, ma aggiungendo (per dare un colpo alla botte) che l’espressione di Soleil fosse stata infelice; dove? Perché? Quando? In che senso? Dire di abbassare i toni perché altrimenti le persone potrebbero somigliare a delle scimmie, anzi, sa di ironico e scherzoso. Ode ad Alfonso Signorini per aver fatto una ramanzina come si deve ai ragazzi (finalmente, anche perché la scorsa edizione non andò proprio così), ma doveva ancor più calcare la mano poiché è certo che episodi di finto buonismo e politically correct si ripeteranno; il politicamente corretto, figlio di una scuola sinistroide che distorce la realtà e ci vuole tutti perfetti soldatini, deve necessariamente essere bandito dalla casa del Grande Fratello (come da tutti i programmi tv), altrimenti si rischia di perdere l’autenticità del format e far spazio ad un talk show in stile Gruber-Travaglio, dove però il livello culturale è preoccupatamente basico.

Se pure, a ragione, gli autori si fanno scappare a microfono aperto che i partecipanti al reality sono dei cerebrolesi (mediatici, d’intende), allora vale davvero definirli così.

Perché così è, ma non tutti. Katia Ricciarelli docet.