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di Gabriele Rizza

La Green economy non può essere solo un diverso modello di produzione e di nuovi business. Allo sviluppo economico e alla sostenibilità ambientale deve necessariamente accompagnarsi un cambiamento culturale nel consumo del singolo e nell’etica aziendale. Ne abbiamo parlato con Stefano Petrillo dell’azienda Enjoy, realtà sempre più in ascesa nel settore dei prodotti tecnologici ricondizionati, settore che non brucia materie prime ma le riutilizza.

Perché un consumatore dovrebbe avere fiducia nell’acquisto di un prodotto ricondizionato, e quali garanzie di qualità offre Enjoy?

«Bisogna chiarire un aspetto molto importante: un prodotto ricondizionato è ben diverso da un prodotto usato. Un prodotto ricondizionato è un prodotto a cui viene data una seconda opportunità. I nostri prodotti sono accuratamente scelti e successivamente testati dai nostri tecnici in 40 test hardware e software. Una volta raggiunti i più alti standard di qualità, vengono venduti sui nostri canali di vendita tra cui l’operatore nazionale TIM e sul nostro e-commerce con garanzia Enjoy. In questo modo rispettiamo un modello di green economy che rende la tecnologia alla portata di tutti. L’innovazione in questo progetto consiste nel poter offrire una tecnologia ecosostenibile attenta alla salvaguardia del pianeta e non allo sfruttamento dello stesso, rivalorizzando gli sprechi e le dispersioni».

Viviamo in una società consumista, dove il ciclo di vita di un prodotto dura poco anche se non ha nulla di meno rispetto all’ultimo modello, tutto a danno dell’ambiente. Invece, la scelta di un prodotto ricondizionato quanto e come rappresenta una scelta ecologica?

«Scegliendo un prodotto ricondizionato o un prodotto unused, ovvero quei prodotti completamente nuovi di efficienza energetica A++ e A+++ che non hanno passato i controlli di qualità per i normali canali di vendita e presentano piccole difformità estetiche, che possono essere semplicemente, dalla scatola esterna danneggiata a difetti sulla scocca a volte non percettibili al tatto. Il consumatore, acquistando questi prodotti, effettuerà una scelta di consumo etico e sostenibile, oltre che otterrà un risparmio notevole a parità di prodotto acquistato su altri canali. Le risorse del nostro pianeta non sono infinite, e neanche la sua capacità di smaltire i rifiuti, soprattutto quelli tecnologici. Acquistando un prodotto da Enjoy, i consumatori avranno la possibilità di acquistare prodotti tecnologici di ultima generazione, ad un prezzo di circa il 30- 40 % più basso del nuovo. Un risparmio in termini di spesa e di risorse per il nostro pianeta».

Aldilà dei numeri e del business, secondo lei il settore dei prodotti tecnologici ricondizionati influisce culturalmente sull’economia e sulle azioni economiche di singoli? A quale tipo di economia guarda?

«La Green Economy è uno dei driver più importanti nel cambiamento delle politiche aziendali, dalle PMI alle multinazionali. L’implementazione di business sostenibili sta influenzando notevolmente il mercato diventando un vero e proprio elemento di competitività. Anche il comportamento d’acquisto del consumatore è cambiato, è molto più attento ed etico rispetto al passato. Il settore food è stato in questo senso il primo player, sulla tecnologia la strada da fare è ancora moltissima, tuttavia i numeri che parlano chiaro non sono quelli delle vendite o quotazioni in borsa, ma i 50 miliardi di rifiuti RAEE che secondo l’Onu ogni anno vengono dispersi sul nostro pianeta. Il modello Capitalistico così come l’abbiamo messo in pratica negli ultimi 40 anni, non è più adeguato ai tempi odierni; Enjoy opera in quello che viene definito il “Capitalismo Sostenibile”, quindi applicando le regole del mercato capitalistico, ma rifornendosi di beni già utilizzati, ottimizzando gli sprechi e dando valore economico agli stessi, mediante una lavorazione (Il ricondizionamento) e una successiva commercializzazione».

Questa sensibilità può far riscoprire che un’impresa, oltre ad essere un business, ha anche un ruolo sociale nella società?

«Culturalmente abbiamo avviato un processo di “Democrazia Digitale” con Enjoy siamo tutti connessi e durante il periodo di lockdown, in cui è nata la DAD, il nostro motto era “Nessuno resti indietro”, riferito ai ragazzi che purtroppo non potevano permettersi un device per studiare a distanza e con noi hanno trovato una strada per poter accedere mediante i nostri piani di Social responsability o di prezzi scontati dedicati a loro, a device per lo studio da casa. L’innovazione e il cambiamento non esistono senza le persone, noi come azienda giorno per giorno con concretezza contribuiamo e miriamo verso l’evoluzione, infondo qualcuno dovrà pure cominciare, è la nostra opportunità».

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