di Veronica Graf

 

È in arrivo sul mercato il primo caffè ottenuto con ingredienti riciclati. Ad annunciarlo la Atomo Coffee, che è riuscita a riprodurre le caratteristiche della bevanda con ingredienti “già consumati”, il prodotto arriverà sul mercato in lattina entro l’anno come alternativa sostenibile alle piantagioni minacciate dalla crisi climatica.

A Seattle, nella sede della star up Atomo Coffee, una squadra di scienziati ha analizzato i chicchi dal punto di vista chimico e ha individuato i composti da cui derivano colore, aroma e gusto della bevanda che ne viene estratta. Ebbene, questi composti sono presenti anche in altri elementi naturali. Così, dopo più di due anni di lavoro, i ricercatori sono riusciti a creare una “miscela molecolare” praticamente identica al caffè: si utilizzano ingredienti riciclati, come gusci di semi di girasole e semi di anguria, che subiscono un processo brevettato fino a riprodurre le tipiche caratteristiche del caffè. Caffeina compresa. Andy Kleitsch e Jarret Stopforth, fondatori della start up, annunciano che il loro prodotto arriverà sul mercato entro l’anno in forma di lattine di caffè freddo, ma hanno in programma di espandersi a macinato e grani interi. L’intenzione è di anticipare una tendenza.

Atomo Coffee dovrà certificare che la sua miscela proviene da fonti sostenibili. Dal 2019, quando è stata lanciata la campagna di crowdfunding per sostenere l’iniziativa, la società ha raccolto circa 11,5 milioni di dollari. Tra i suoi finanziatori ci sono Horizons Ventures, che ha investito in Impossible Foods, e S2G Ventures, il cui portafogli include Beyond Meat. Cioè i nuovi colossi degli alimenti a base vegetale. Un affare in cui si sono cimentate pure multinazionali come Nestlé, con i cioccolatini vegani o i sostituti delle salsicce, o McDonald’s che sta testando il suo primo hamburger senza carne in Europa, e come la più grande azienda di carne americana, Tyson Foods che ha presentato una linea 100% vegana. 

Questi cibi vegetali hanno già accumulato una quota di mercato importante, ma devono affrontare la sfida dei produttori tradizionali sul terreno della normativa e della possibilità di etichettare i loro alimenti come “carne”, “latticini” e così via. Probabilmente anche ad Atomo Coffee verrà contestata la facoltà di definire caffè la sua bevanda. A differenza di altri ingredienti, però, negli Usa il caffè non è regolamentato dalla Food and Drug Administration quindi, la legge non impone che provenga da un luogo o da una pianta in particolare. Resta il fatto che ci si confronta con una tradizione radicata, una cultura che cambia da Paese a Paese. Chissà se gli amanti dell’espresso napoletano si lasceranno conquistare dal macinato di semi di girasole. Perciò, Kleitsch e Stopforth stanno cercando di far nascere collaborazioni commerciali con catene di caffetterie interessate a ridurre il loro impatto ambientale e con una fascia alta di clientela. Non solo. L’idea è di vendere il caffè anche online.