di Stefano Sannino

Des CartesCartesio fu un importantissimo filosofo e pensatore vissuto a cavallo tra XVI e XVII secolo, famoso sopratutto per il suo Discorso sul metodo, un trattato nel quale applica il famosissimo dubbio metodico e l’altrettanto celebre dubbio iperbolico. 

Quello per cui è però, forse, meno noto è l’insieme dei tre insegnamenti morali contenuti nella terza parte del suo trattato, tra i quali, senza dubbio, risalta all’occhio il secondo per la versatilità e modernità. In questo assunto, infatti, Cartesio afferma che sia necessario perseverare nelle decisioni prese e di non lasciarsi prendere dallo sconforto del fallimento e dalla perdita d’orientamento: esattamente come quando, intenti ad uscire da un bosco, continuiamo a cambiare direzione diminuendo le nostre possibilità di uscire dalla boscaglia, così nelle decisioni etiche e morali (ma più in generale nelle decisioni di ogni giorno) dobbiamo avere il coraggio di perseverare nella direzione che inizialmente abbiamo scelta perché ci sembrava giusta. Cosa potremmo ottenere, continuando a cambiare direzione? Non faremmo altro che continuare a perdere l’orientamento. Mantenendo la direzione presa, al contrario, perseverando nelle disgrazie e nelle difficoltà, sebbene con fatica e con dolore, prima o poi riusciremo ad abbandonare il “bosco”, ritrovando la luce e la felicità. 

Ed ecco perché l’insegnamento etico di Cartesio risulta tanto attuale: in un periodo dove il  proprio lavoro ed i propri affetti sono messi a dura prova da una difficoltà globale, è necessario perseverare nelle decisioni che si sono prese in passato e dirigersi in un’unica direzione, quella – cioè – del bene comune. Se, spaventati dagli effetti catastrofici di un virus, prendessimo tutti a cambiare direzione e a muoverci in modo informe e confusionario, affogheremmo in pochissimo tempo nelle difficoltà da cui siamo terrorizzati ed andremmo contro anche al bene comune. Davanti alla paura, è quindi necessario perseverare. Questo è l’insegnamento di Cartesio.