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sabato, 28 Gennaio, 2023

“La Ndrangheta non è morta”. 4 in carcere. Le parole del procuratore generale di Milano

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La procura generale della Corte di Appello di Milano ha inviato una nota che descrive uno dei passaggi della lotta, ancora in corso, contro la ndrangheta.

Si stanno infatti svolgendo i processi dell’operazione Krimisa2. La corte di appello, cui si rivolgono gli imputati di un processo quando pensano che le condanne ricevute possano essere ridimensionate, ha invece, insieme ai giudici di primo grado, aggravato le accuse che il giudice delle indagini preliminari aveva ipotizzato per i 4 indagati arrestati in via cautelare, questa mattina.

Dalla Procura Generale…

“La ‘ndrangheta non è morta”. Queste le parole attribuite dagli inquirenti a Giovanni Lillo, genero di Vincenzo Rispoli (già condannato in via definitiva come capo della Locale di “ndrangheta” di Legnano Lonate Pozzolo), in una intercettazione captata dai Carabinieri del ROS – Reparto Anticrimine di Milano, che all’alba di oggi lo ha arrestato insieme alla sua compagna, Francesca Rispoli (figlia di Vincenzo Rispoli) ed ai fratelli Giuseppe e Michele Di Novara, originari di Cirò Marina.

La misura della custodia cautelare in carcere è stata disposta, su richiesta dei Pubblici Ministeri di primo e secondo grado delegati insieme per l’udienza, dalla III Sezione Penale della Corte d’Appello di Milano, a seguito della sentenza di condanna emessa il 30 novembre 2022 nei loro confronti, nell’ambito del procedimento KRIMISA 2.

Gli stessi sono stati condannati in secondo grado, pertanto non ancora in modo definitivo, per i reati di estorsione, rapina, danneggiamento, lesioni gravi, tutti aggravati dall’art. 416-bis 1 c.p. (che descrive il cosiddetto “metodo mafioso”), fatti commessi a Malta, nel gennaio 2020, ai danni di un imprenditore edile di origini italiane, lì residente e vittima di un feroce pestaggio.

I reati per i quali la Corte d’Appello di Milano ha pronunciato sentenza di condanna degli odierni arrestati erano stati derubricati in primo grado dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano con sentenza del 27.9.2021 (impugnata dal Pubblico Ministero), nel meno grave delitto di esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Le indagini dei ROS

Le indagini condotte dal ROS di Milano hanno consentito di ricostruire, secondo l’ipotesi dell’accusa, una vera e propria “spedizione punitiva” in territorio maltese da parte di soggetti contigui alla Locale di ‘ndrangheta di Legnano Lonate Pozzolo nei confronti dell’imprenditore, colpevole di aver mancato di rispetto ai protagonisti della vicenda con un asserito ritardo nel pagamento di prestazioni lavorative, tra l’altro di modica entità.

In tale contesto, si colloca l’eloquente affermazione “La ‘ndrangheta non è morta”, che non a caso ha formato oggetto di discussione nel corso del dibattimento, e che, secondo i Pubblici Ministeri, documenta la possibilità di controllo del territorio della Locale di ‘ndrangheta di Legnano Lonate Pozzolo anche in territorio straniero.

                                                                                                                Il Procuratore Generale
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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti
Sono metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima a interessarmi di cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Nel tempo sono diventata una giornalista e una Web and Seo Editor Specialist. Ora scrivo per alcune testate e coordino portali di informazione. Dal 2000 al 2019 sono stata anche una speaker radiofonica.

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