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di Veronica Graf

La notizia circola da qualche settimana, Milano sempre più salutista, fa la guerra ai fumatori e dal primo gennaio 2021 il capoluogo lombardo fa il verso a molte città americane e bandisce la sigaretta all’aperto, alle fermate di tram e bus, nei parchi, nelle strutture sportive come gli stadi. A stabilirlo è la delibera, già passata dalla giunta e che lunedì approderà in Consiglio comunale, del Regolamento per la qualità dell’aria.

Con il primo giorno del nuovo anno, scatterà il divieto di fumo non solo mentre si cammina per strada, ma anche nelle aree attrezzate destinate al gioco, allo sport o alle attività per bambini, alle fermate dei mezzi pubblici (nel raggio di 10 metri), nelle strutture sportive, ad esempio sugli spalti, nelle aree cani e cimiteriali. Milano guarda già al 2030 quando sarà introdotto il divieto di fumo all’aperto in area pubblica.

“E’ un provvedimento che ha un duplice significato perché aiuta a ridurre il Pm10”, le particelle inquinanti che sono più nocive per i polmoni, “ma fa anche un’operazione di prevenzione della salute”

– ha spiegato Marco Granelli, assessore alla Mobilità del Comune.

“Pensiamo sia una spinta ulteriore che diamo per migliorare la salute e questo ha un significato maggiore adesso, con la pandemia in corso”.

Ed è verissimo perché tutti i fumatori che camminano per strada con la sigaretta accesa e la mascherina abbassata sono potenziali diffusori del virus. 

Inoltre dal 1 gennaio 2025 il divieto di fumo sarà esteso a tutte le aree pubbliche all’aperto. Entra poi in vigore entro 30 giorni dall’approvazione del regolamento il divieto di installare nuove caldaie a gasolio e biomassa per il riscaldamento degli edifici e, a partire dal 1 ottobre 2023, sarà vietato utilizzare gasolio anche negli impianti di riscaldamento già esistenti. In caso di impossibilità tecnica a rinnovare l’impianto sarà necessario presentare una relazione tecnica che ne dimostri l’impedimento. 

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