di Stefano Sannino

 

Ha fatto scalpore la sfilata di Michael Kors nel cuore di New York, a Broadway, in occasione dei 40 anni dalla fondazione dell’impero della moda tutto made in USA. Per l’occasione, le luci di una delle strade più celebri al mondo, quelle dei teatri, dei musical, dell’arte che si fonde con la moda, quella dei costumi di scena, sono tornate a riaccendersi dopo più di un anno di chiusura continua che ha messo Broadway stessa nelle condizioni di non riuscire a sopravvivere. Non soltanto però una location mozzafiato in pieno stile newyorkese, ma anche una grande reunion di supermodelle che negli anni Novanta sono state il volto della New York fashion week e quindi inevitabilmente anche del brand che oggi ha deciso di celebrarle. Divine del calibro di Naomi Campbell, Helena Christensen, Carolyn Murphy e Shalom Harlow fanno il loro ritorno in passerella indossando abiti che raccontano della voglia di tornare a vivere, di ritornare nei teatri e di mangiare nei ristoranti. 

Kors è convinto – ed in questo concorda con la direttrice di Vogue America, la famosissima e potentissima Anna Wintour – che dopo la pandemia assisteremo ad un ritorno dell’interesse nel mercato del lusso, ed è proprio su questa convinzione che ha studiato la sua collezione, accompagnando abiti e cappotti curati nei minimi dettagli a tacchi alti, che slanciano le figure di chi li indossa. Questo nuovo gusto dal sapore couture dell’azienda di Kors fa ben sperare: per un marchio da sempre associato ad un’idea di lusso accessibile e talvolta anche di qualità scarsa, rivalutare non solo la qualità delle proprie collezioni, ma anche il messaggio che con queste si lancia è sicuramente una mossa azzardata, ma che ripagherà nel lungo termine. 

Non c’è ombra di dubbio che con questa sfilata lo stilista non abbia solamente celebrato i suoi 40 anni, ma abbia anche trovato la voce necessaria a gridare il suo bisogno – condiviso da tutti noi – di tornare alla vita.