di Stefano Bini

Sette anni fa, allenavo l’under17 maschile del Bresso Volley; fu una delle esperienze più belle della mia vita e il fatto che tutta la squadra, a tutt’oggi, mi sia rimasta legata è un orgoglio incredibile. Come in tutte le squadre, c’era un capitano di nome Loris Bandirali, che a sua volta aveva (ha) una fidanzata di nome Marika.

A distanza di tanti anni, sono rimasto in contatto anche con lei e, come tutti i membri di quella strepitosa squadra, l’ho vista crescere come donna e sotto l’aspetto professionale. Ve la voglio presentare perché è una ragazza che merita e la creatività dei giovani va sempre fatta emergere.

Seppur giovanissima, ormai sei inserita a pieno nel mondo dell’arte. Come nasce questa passione?

«Per me, l’arte è uno scopo di vita. Quando frequentavo le scuole medie il mio professore di arte aveva notato sin da subito che utilizzavo un modo molto personale di reinterpretare le immagini, in base alla forte sensibilità che mi caratterizzava in quegli anni, ed è stato proprio lui a spingermi verso questo mondo. Ho capito poi in poco tempo che era quello che dovevo fare nella vita, come se fosse una missione. La scelta di frequentare il liceo artistico e successivamente l’accademia, mi ha sicuramente resa più intraprendente, più forte e con gli obiettivi più chiari. Inoltre, mi ha permesso di perfezionare la tecnica che spesso viene data per scontata ma è necessaria. Comunque, credo che l’arte sia sempre stata parte di me ed è maturata con il tempo grazie alla mia grande dedizione»

Spesso, intorno a quest’arte, nascono dei collettivi e dei gruppi. Ne fai parte?

«Sì, in questi anni ho partecipato più di una volta a delle esposizione collettive in cui ho trovato degli ottimi compagni di viaggio e attualmente faccio parte di un gruppo davvero numeroso, il nome è A.I.L.I, (artisti e intellettuali liberi e indipendenti ) creato dall’artista Mirko Dal Molin con lo scopo di scambiarci opinioni, consigli e idee e far sì che l’arte di ognuno dei componenti possa migliorare. Lo trovo un ottimo mezzo per allargare le proprie conoscenze ma soprattutto per arricchirsi in prima persona. Gli artisti spinti da questa voglia di crescere uniscono le proprie forze per dar vita a qualcosa di meraviglioso. È in questi momenti che si mette da parte la competizione e ci si aiuta l’uno con l’altro»

Quadri, abbigliamento dipinto, illustrazioni con la tavoletta grafica, loghi: dove ti sbizzarrisci di più?

«Sicuramente sui quadri. In questi ultimi anni ho sperimentato appunto nuove tecniche come la tavoletta grafica o illustrazioni su tessuto ma sono sempre stata “un’imbratta tela” come diceva un mio vecchio docente. Amo l’olio dal punto di vista estetico e spesso lo pratico realizzando dei lavori più realistici ma il mio cuore va all’acquerello; quando l’acqua colorata tocca il foglio lascio che la mano si faccia trasportare senza regole, è come se cantassi una bella canzone. È una tecnica molto complessa che però con tanto allenamento porta grandissime soddisfazioni e i lavori su carta possono successivamente essere trasformati in eleganti stampe fine art che spesso troviamo nelle fotografie di design. Comunque, non mi limito all’utilizzo della carta ma spesso realizzo tele mescolando acquerello e acrilico per dar vita a dei lavori di grandi dimensioni»

Il Covid ha gambizzato anche questo settore, come riesce a vivere una ragazza della tua età? Al di là dell’aiuto dei genitori, ovviamente.

«Purtroppo, il periodo in cui ci troviamo sta mettendo a dura prova giovani artisti emergenti come me. Nonostante queste difficoltà ho sfruttato i periodi di chiusura per creare opere seguendo la mia volontà artistica. L’estate, con la ripresa della vita, ha rappresentato un breve periodo di respiro in cui ho potuto diffondere le mie creazioni grazie a lavori su commissione. In questo momento, l’utilizzo della tavoletta grafica mi ha aperto le porte verso il mondo dell’illustrazione digitale. Parallelamente, ho deciso di inserire la mia candidatura all’insegnamento dell’arte nelle scuole al fine di avvicinare i giovani a questo mondo»

Finita questa crisi, quali saranno le tue mosse?

«Sicuramente, il primo passo sarà quello di condividere il più possibile la mia arte tramite strumenti social come Instagram e Facebook poiché permettono una maggiore interazione con il pubblico. Il secondo sarà la creazione di un mio sito web in cui poter vedere le mie opere e contattarmi. Per quanto riguarda le vendite attualmente sfrutto Instagram come mezzo di contatto ma in breve tempo vorrei appoggiarmi a piattaforme internazionali di vendita online specializzate in ambito artistico. Una parte importante del mio progetto è continuare a partecipare a concorsi ed esposizioni aperte al pubblico»

La passione c’è, l’amore e la professionalità pure. Come si vede Marika tra dieci anni?

«È banale dire che mi vedrei come un’artista affermata però è così, vedo Marika che vive della sua arte. Mi immagino girare nel mio studio con in mano un pennello e una tavolozza pronta a creare tutto ciò che ho nella testa e a condividerlo con il mondo»