di Stefano Bini

Il mondo della tv quasi mai combacia con i social e viceversa. Gli influencer non funzionano in tv o lo fanno solo se messi in un pollaio mediatico e in ruoli beceri; conoscono solo l’apparire, l’esserci a tutti i costi per mero esibizionismo e sono spesso funzionali a ruoli da opinionisti in contesti trash. Tutto questo ci sta, è la tv che deve dar conto anche di queste persone, un po’ perché il mondo del web è ormai una realtà importante e un po’ perché le raccomandazioni sono pressanti, soprattutto se sei donna plasticosa o gay esuberante.

Finchè l’influencer, in tv, si limita a ruoli minori tutto va bene, ma quando pretende tramite il conduttore\rice che l’ha tenuto\a a battesimo o dal dirigente con cui ha avuto magari un flirt di voler far televisione, allora lì esce la bestia che è in me. Chi nasce sui social è perché è bella\o, fa balli, si mette in pose sexy, ha avuto quindici minuti di celebrità e su quelli camperà a vita, racconta la sua quotidianità in maniera becera e divertente o sponsorizza creme, rossetti, prodotti per la salute, ecc. Ecco, fare tv è cosa ben diversa e più seria; anche il peggior programma televisivo ha dietro riunioni, telefonate, mail, scalette da compilare e ospiti da convincere. Il conduttore, che è l’immagine di qualsiasi progetto, deve conoscere i tempi televisivi, interagire con gli autori, comunicare qualcosa al pubblico, coordinarsi con il regista, sapere come trattare gli ospiti e mille altri rivoli che solo chi è portato per la tv può capire e far suoi.

Mentre il personaggio televisivo usa i social come secondo fine, poiché il primo è il piccolo schermo, l’influencer in tv è fuori dal suo mondo, il pubblico non ne comprende la presenza, non sa stare dentro uno studio poiché spesso abituato a salotti o camerette, la telecamera mobile lo imbarazza perché nei loro contenuti ce n’è una fissa con due luci messe in croce.

Il mondo della tv veicola i suoi contenuti sui social perché lo vede come un ulteriore mezzo per far conoscere un formato intero o spacchettato, alzare gli ascolti, attrarre quel pubblico giovane sempre più lontano dalla tv; si può parlare del contrario? La risposta è no perché i video web, soprattutto quelli costruiti per il social, sono lontani dal target di riferimento, sono qualitativamente e contenutisticamente deboli. Gli influencer hanno dalla loro spontaneità e semplicità, ma questo non basta per la tv, che è fatta (giustamente) di prove e preparazione.

Un po’ come succede con le varie edizioni del Grande Fratello, uno su mille ce la fa, e chi ce la fa dovrà avere un manager bravo e dirigenti che credano (fortemente) in lui\lei.