di Stefano Bini

Abbiamo tanto di cui lamentarsi per quanto riguarda la tv italiana e, di conseguenza, i giovani che scappano verso lo streaming, ma è pur vero che l’italiano medio è lamentoso di natura e le nuove generazioni non si accontentano mai dei contenuti proposti. Ora più che mai tra dad, pandemia, lockdown e licenziamenti.

Al di là di questi preamboli, dove riusciamo a trovare una televisione con un’offerta vasta come in Italia? Rai, Mediaset, La7, Discovery, Sky, Comcast, le tv regionali offrono ogni giorno e a qualsiasi ora l’imbarazzo della scelta, dai film all’intrattenimento, dalle all news fino ai documentari, dalle televendite alle serie, finanche ai cartoni animati. Checché ce ne lamentiamo, la televisione italiana fa invidia a tutto il mondo ed è di spunto per i broadcaster del globo. Certe volte, abbiamo talmente tanta scelta che non sappiamo dove orientarci, stordendo il telespettatore o talvolta orientandolo verso lo streaming, dove può scegliere ciò che vedere con un click.

Grazie alla Rai e poi a Mediaset, abbiamo una cultura televisiva impressionante e che ha inizio negli anni ‘50; negli ultimi vent’anni si sono affacciati sul mercato altri gruppi, che hanno reso l’offerta variegata e forzatamente monotematica. Forzatamente perché le reti monotematiche, e quindi il cosiddetto “spezzatino”, hanno ridotto gli ascolti e l’appeal delle grandi reti tv. Ma questi sono concorrenza e showbusiness, e l’evoluzione dell’offerta non si fermerà di certo nel 2022.

Lo scorso lockdown ci ha ricordato per l’ennesima volta che la tv generalista non è morta, anzi è più viva che mai: i record di ascolti di Harry Potter vicini ai 4 milioni (all’ennesima messa in onda), Amici e C’è posta per te con risultati monstre vicini ai 7 milioni, ne sono stati un esempio. A meno di grandi eventi o di programmi che ormai risuonano da anni nelle orecchie di tutti, il telespettatore non sa mai cosa guardare in tv eppure ha tutto davanti a sé; lo streaming offre una valida alternativa se si vuole vedere qualcosa d’innovativo che ancora la televisione non è in grado di raggiungere ma, come dice il mio amico ed esperto di contenuti Riccardo Pasini, presto per forza di cose, tra cui le fusioni tra colossi, “Canale5 e Netflix saranno la stessa cosa”.