di Stefano Bini

Firas Mohtadi, in arte Aleppo, nasce il 24 Ottobre del 1982, in Siria. A soli 7 anni, si trasferisce a Milano con la famiglia e va ad abitare a Viale Ungheria, zona della periferia. Secondogenito di una coppia con due figli maschi e due femmine, suo padre è un operaio e la madre casalinga; il background culturale di Firas viene notevolmente influenzato dal tipo di vita trascorso. La zona dove cresce è una borgata, frequentata da gente semplice, infatti con la compagnia del muretto sogna in grande un futuro migliore, lontano e distante dalla vita di quartiere. Intraprende quindi da giovanissimo la carriera di modello e attore, nel mentre lavora come security e personal trainer. Ben presto, lascia Milano e approda nella Capitale; sono anni spesi a rincorrere i suoi sogni e si trasferisce al Sud.

Ritornato a Roma nel 2018, Firas si dedica finalmente alla sua più grande passione: la musica, il sogno che da giovanissimo aveva lasciato nel cassetto. L’esordio artistico è ispirato dai beat della musica elettrorap e, con i suoi produttori, è sempre alla ricerca di nuovi suoni che possano valorizzare le sue rime.

Il 7 Febbraio è uscito il singolo Bau Bau, una canzone leggera, ispirata dal suo cane, perché questo animale è il miglior amico dell’uomo e spesso “è meglio degli esseri umani”.

Firas è il compagno di una mia cara amica e collega, per cui ne scrivo con un piacere doppio.

 

Cosa ti ha insegnato la “borgata” milanese?

«Nel mio quartiere esisteva la cosiddetta “compagnia del muretto”. La borgata milanese mi ha insegnato che la fame è brutta, quindi ogni obiettivo è da raggiungere con tutti i mezzi a nostra disposizione. Utilizzavamo anche un linguaggio tutto nostro per non farci capire da nessuno, lo stesso che ancora oggi si usa nelle periferie parigine. Senza svelarvi nel dettaglio le sue caratteristiche, perchè no? Un domani potrei anche fare una canzone utilizzandolo.»

 

Cosa ti ha spinto a lasciare Milano? Non credi che la città meneghina abbia potuto offriti qualcosa di più della capitale?

«Dopo vent’anni che vivevo a Milano e dieci anni che rincorrevo il successo nel mondo dello spettacolo, ho deciso di venire a Roma e fare un tentativo qui. Nella città dov’ero cresciuto, le avevo provate ormai tutte e poi avevo voglia di cambiare aria e fare nuove conoscenze.»

 

Personal trainer, security, musicista e ora anche padre. Qual è il lavoro più difficile?

«La sicurezza più di tutti perchè bisogna avere sempre sangue freddo e gestire ogni situazione per bloccare ogni eventuale problema sul nascere. Personal trainer è una passione invece che col tempo è diventata un lavoro. Oggi più che mai è importante prendersi cura del nostro corpo per sopravvivere allo stress che abbiamo volente o nolente accumulato nell’ultimo anno.»

 

Soffermandoci sulla musica, come nascono il nuovo album e il singolo Bau Bau?

«Bau Bau nasce dall’amore che nutro verso gli animali e soprattutto perché, dopo tutte le esperienze che ho accumulato nella vita, mi sono reso conto che il cane è l’animale più fedele e più sincero, che con pochissimo ti riempie il cuore di gioia. Nel ritornello, c’è anche l’abbaio registrato del mio cane. Quando la stavo montando mi sono reso conto che il mio cucciolone rizzava le orecchie quando l’ascoltava. Spero che anche gli altri cani sentendola reagiranno positivamente al suo abbaio.»

 

Post pandemia, quali progetti hai in relazione alla carriera artistica?

«Ho in cantiere altri 4 singoli per il 2021. Mischierò in alcuni brani, alla lingua italiana, anche l’arabo e il curdo. Sto già preparando qualcosa, anche se le lingue non hanno la stessa musicalità ed è questa la difficoltà.»

 

Punti tutto sulla musica o nel 2021, per portare avanti gli obiettivi, serve essere lavorativamente flessibili?

«A livello artistico, sto puntando solo sulla musica, ma nella vita di tutti i giorni faccio il personal trainer privato e la sicurezza per un locale in centro a Roma.»