di Stefano Bini

È chiaro che chi ha accompagnato la tua fanciullezza, adolescenza e stia prendendo per mano la tua gioventù rimarrà indelebile (parlo di Ligabue, Cristina D’avena, Gerry Scotti, Carlo Conti, Sandra e Raimondo e pochi altri), ma è pur vero che la tv, come Youtube, non stiano offrendo solo robe di scarsa qualità ma di grande valore contenutistico, che rappresentano spesso in pieno la realtà quotidiana.

Mi vorrei soffermare sul fenomeno Youtube de Le Coliche, i due fratelli Claudio e Fabrizio Colica che, tra tormentoni canori parodiati e lezioni di vita solo all’apparenza demenziali ma molto più intelligenti di qualsiasi altro video impegnato, riescono a catturare e far breccia nel cuore di milioni di viewers. Lo ammetto, nonostante i miei 36 anni e l’estrema curiosità per le cose mediatiche nuove che spesso si ferma alla televisione, anche un po’ per deformazione professionale, li ho scoperti solo da qualche mese; sapevo chi fossero, miei amici più giovani ma anche con qualche anno in più, me ne avevano parlato tante volte, io stesso li avevo notati fra i suggerimenti di YouTube ma mai mi ero soffermato a guardare i loro lavori.

Le riuscitissime parodie A Ostia vacce te o Pummarola sono meglio delle originali Ostia Lido e Mille perché, oltre a non essere becere, hanno un senso, rispecchiano uno spaccato oggettivo di realtà quotidiana e sono parecchio divertenti. Gli short video sui casi della vita più disparati, dal chiedere la macchina in prestito al padre alle riunioni con i coinquilini, da come far incazzare un cameriere alla scoperta dei lavori dopo la pandemia, sono un qualcosa di fortissimo sotto il profilo comico ma profondo sotto il lato tragico.

Claudio e Fabrizio riescono a conciliare alto e basso con una leggerezza pazzesca e rendere qualsiasi girato una perla di spaccato di vita dell’italiano medio. Sono poco più che trentenni, l’età giusta per guardare il mondo con occhi da uomo e mantenere al contempo quel tanto di bambino, con tutta la fantasia e creatività annessa. I loro video non scadono mai nella banalità, sono scritti bene, realizzati meglio, prendono i giovanissimi come i trentenni e mandano un messaggio chiaro: QUESTO È QUELLO CHE SUCCEDE NELLA VITA QUOTIDIANA, NON NASCONDIAMOLA CON VIDEO BUONISTI DOVE VA SEMPRE TUTTO BENE E OGNI COSA È FACILE.

Bravi ragazzi, avanti così!