di Stefano Sannino

Quando l’arte incontra la tradizione, rinnovandola, non può che nascere qualcosa di sorprendente: è il caso di Sgrappa. Nata dall’unione della genialità di Maurizio Cattelan, artista noto in tutto il mondo per le sue opere provocatorie (una su tutte, “Love”, la scultura in piazza Affari a Milano), congiuntamente a Paolo Dalla Mora, che ha curato il sapore, e l’imprenditore piemontese Charley Vezza. Già dalla bottiglia, Sgrappa si propone come una grappa decisamente fuori dagli schemi.
E questo essere fuori dai canoni si vede subito nel gesto artistico inserito nella bottiglia con la perfetta riproduzione del famoso “Dito” , l’installazione – che in realtà si chiama “Love”- installato proprio da Cattelan in piazza Affari a Milano in segno di protesta.
Sulla sua opera inserita nella bottiglia, Cattelan riferisce: “Nella bottiglia c’è un messaggio, che può funzionare per tutti, per chi ami, ma in fondo anche per chi ti sta un po’ sulle palle. È il regalo perfetto da fare e quello che forse non vorresti mai ricevere”.
Nata per gioco durante una serata goliardica tra i tre amici, in realtà oggi Sgrappa si presenta come un prodotto irriverente, ma rivoluzionario, innovativa ma anche legato al passato. Adatta per i cocktail, ricorda a Cattelan di quando suo padre, grande amante del distillato, soleva preparalo in casa con una pentola a pressione “inondandoci con questo odore fortissimo”. Anche oggi, Sgrappa viene prodotta artigianalmente in Piemonte, forse non solo per esigenza produttiva, ma anche per ricordare quel passato che, almeno un po’, l’ha inspirata.
Questa novità nel campo dei distillati non si presenta però come innovativa soltanto per il packaging o per la sua storia, ma anche e sopratutto per la versatilità che la caratterizza nei suoi utilizzi: si rivela infatti tanto adatta ad essere inserita nei cocktail, quanto ad essere gustata singolarmente, grazie alla sua miscelazione, all’identità morbida, adatta a tutti i tipi di palati. Il gusto è pulito, elegante, con rimandi di frutta e fiori bianchi, ma decisivo nella conclusione. Proprio per questa sua ambivalenza gustativa, Sgrappa promette essere uno dei distillati che si guadagneranno la fiducia di ogni tipo di pubblico nei prossimi anni.