di Abbatino

Nessuno si confonda, gli scontri ci sono stati, perché è facile che nel mucchio ci sia sempre il più cretino che non comprende che i nemici non sono quei signori con le divise blu. Non deve essere nascosta la verità: se non ci fossero le restrizioni sarebbe ben più ampia la piazza della protesta contro questo governo. Draghi o Conte poco importa. Un governo che continua a chiudere attività e non si rende conto che la pandemia prolifera lo stesso è un governo che inevitabilmente sta sbagliando. I dati lo dicono, Marzo orribile, peggio dell’anno scorso. Primi in Europa nelle statistiche dei morti, mentre altri non hanno chiuso attività e la vita di tutti i giorni allo stesso modo del “bel paese”. Qualcosa non funziona, è evidente. Ma più evidente è il dato della disoccupazione. L’istat impietosamente attesta che in un anno sono stati persi 945 mila occupati, senza contare che ancora è in vigore la cassa integrazione in deroga e il blocco dei licenziamenti. Ergo, la catastrofe può essere ancora più vicina se non si cambia rotta. Il sintomo del disagio che sta montando, tanto per restare in tema pandemia, ha avuto una scaramuccia ieri sotto Montecitorio.

Ristoratori, titolari di bar, palestre, gente vera, non provocatori, si sono ritrovati a manifestare perché non vogliono ristori o sostegni, vogliono lavorare. Nella sicurezza? Certo, ma vogliono lavorare perché ormai non ci crede nessuno che il virus sta meglio al ristorante che non nei mezzi pubblici, oppure si ambienta di più nei bar che non nelle scuole. Basta favole, norme e controlli a tappeto. Ma chi viene sorpreso a fare il furbo nelle sue attività, chiusure e non multe. Brutale? No, giusto. Cattivo? no buono anzi buonissimo, perché per la stupidità di pochi il rischio è che ci rimettano tanti.