Gianni Tolentino, noto stilista italiano, racconta di aver studiato presso l’Accademia di Brera di Milano e di essere sempre stato portato per il disegno e la pittura, ma che la moda l’ha sempre affascinato così da frequentare l’Istituto Marangoni per approfondire questa sua passione.

Tolentino ha realizzato la sua prima sfilata in Corso Magenta, in maniera quasi scherzosa, facendo sfilare delle sue amiche, ciò nonostante i suoi vestiti hanno iniziato ad aver successo fin da subito.

La prima vera sfilata è arrivata nell’anno 1980 presso l’Hotel et de Milan e da lì tutto è iniziato, il  successo è arrivato subito e gli ha permesso di conoscere nuove persone, che l’hanno ispirato e guidato, di avere una vita intensa e di divertirsi.

“Ho vissuto gli anni migliori della moda”, afferma Tolentino con un pizzico di malinconia, “gli anni 80 erano anni diversi, pieni di entusiasmo” continua lo stilista.

Omaggio alla donna di Gianni Tolentino

Inizialmente, i suoi vestiti erano tipicamente barocchi, ma lo Tolentino dichiara che nella moda è necessario adeguarsi, rinnovarsi e cambiare; questa filosofia l’ha portato oggi a mettere da parte le passerelle e la realizzazione di abiti da sera, per dedicarsi a un nuovo progetto: l’arredamento e il design.

Tolentino ha realizzato abiti per eventi importanti tra cui la prima della Scala e il carnevale di Venezia che gli ha permesso, grazie alla realizzazione di meravigliosi abiti ispirati alla commedia dell’arte e ai nobili veneziani dell’epoca di Casanova, di vincere il Leone d’oro.

Lo stilista oggi, a causa della pandemia e della mancanza di quegli eventi e occasioni che lo ispiravano, si è allontanato da Milano, città della moda, e ha deciso di vivere in campagna  vicino alla natura, per dedicarsi alla pittura e alla realizzazione di disegni e decori per l’arredo. Tolentino con amarezza dichiara: “oggi giorno, a causa del momento storico che stiamo vivendo, non vi sono più le occasioni che spingevano le persone a vestirsi e a prendersi cura di sé, e al mondo della moda manca la gioia e la fiaba che l’ha sempre caratterizzato”.

Silvia Babic