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giovedì, 2 Febbraio, 2023

La malattia psichiatrica che passa inosservata anche tra gli scaffali di Assago.

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La lebbra, la peste, il covid… tutte malattie che fanno notizia, che ci fanno paura e che ci tengono costantemente in allarme, eppure ve ne è una molto più diffusa di tutte queste messe insieme, ma fa notizia solo quando “ci scappa il morto”. Si tratta della malattia mentale, che si avvicina come un’ombra che avvolge tutti, ma che fa notizia solo in determinate circostanze, così come nel caso della tragedia avvenuta nel supermercato di Assago. Invece, neanche uno scenario quotidiano come il supermercato di un centro commerciale, ha fatto sì che questa malattia potesse aggiudicarsi la giusta importanza. Perfino sui social, portavoce delle problematiche più complesse e particolari, non si parla di malattie mentali, considerate sporche e antiestetiche, ma la verità è che sono moltissimi i casi di disagio psichico nel nostro Paese.

Giudicati folli, inadatti, violenti… in realtà la maggior parte di loro non sanno neanche di essere affetti da un disturbo mentale e questa, per chi gli vive a fianco, è una sofferenza intollerabile. Perfino lo Stato, il più delle volte, sembra assente o disinteressato a tale problematica. Poco sostegno economico, ma soprattutto l’assenza aiuti fisici e mentali, ostacola la vita delle vittime e delle loro famiglie. Vi è una burocrazia lenta e poco adatta ad individuare e aiutare i soggetti con problemi psichiatrici. I problemi psichiatrici necessitano di ottenere maggiore visibilità, bisogna eliminare la possibilità di arrecare danni a cose e/o a persone, agendo prima e non dopo, quando la tragedia è già avvenuta.

di Daniela Buonocore

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