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di Gabriele Rizza

 

I governi e i leader hanno sempre avuto la loro luna di miele con gli italiani, non per adesione e fiducia ma perché ogni nuovo colore politico sembra migliore di quello precedente. Non è per amore ma per disperazione che gli italiani vanno in luna di miele con i primi ministri, addirittura l’incolore e freddo Mario Monti venne incensato di fiducia e speranza dal popolo dello stivale. Anche Mario Draghi va con il vento in poppa nei sondaggi: secondo l’ultimo sondaggio di Tecnè, il nuovo governo gode della fiducia del 59% degli italiani, mentre nel “borsino dei leader” è in testa con l’approvazione del 64%.
La luna di miele tra nuovi governanti e i soliti governati si mantiene scalfita in genere per i primi cento giorni di governo, il trand è cambiato a partire dalla crisi economica del 2011, ogni novità in politica sembrava la salvezza, non sulla base della politica ma sui valori antipolitici portati dalle nuove leve con i vari Renzi, il duo Di Maio – Salvini e poi Giuseppe Conte: con loro la luna di miele è durata più a lungo, un po’ per l’abilità di questi leader, un po’ per la mancanza di alternative.
Mario Draghi avrà una luna di miele lunghissima perché non ha nemmeno bisogno dell’aura dell’antipolitica, lui viene da fuori la politica, agli italiani ormai basta solo questo, insieme ad un ottimo curriculum e alla capacità che avrà nel rendere piccoli piccoli tutti gli altri leader di partito. A Draghi si affida quindi anche un atto di vendetta nei confronti di chi, tra maggioranza e opposizione, ha portato il paese ad un lockdown sanitario, economico e politico. Il nuovo premier pero non è esente da incognite, perché prima o poi la vita matrimoniale prende il posto della luna di miele e la realtà scalza le aspettative: la prima vera prova da superare saranno le nuove decisioni allo scadere degli attuali dpcm anticovid, quando il governo dovrà scegliere se continuare con la linea dura targata Speranza – Franceschini o se ascoltare i milioni di lavoratori che chiedono di poter tornare a lavorare. Una scelta che segnerà molto l’indirizzo del governo e che farà capire con quali categorie di italiani la luna di miele andrà avanti e con quali ripartirà la guerra.

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