di Stefano Bini

Paolo Quaresima coltiva da sempre una personale passione per la fotografia. Questa si è sviluppata soprattutto osservando quella di suo padre che studiava la fotografia come forma di arte visiva. E’ stato questo, unita alla possibilità di sperimentazione offerta dal digitale, che ha alimentato sempre di più il suo interesse. Il digitale ha favorito tale sperimentazione e al tempo stesso tenuto i costi ridotti rispetto alla fotografia analogica tradizionale. Inoltre, soprattutto attraverso il foto-editing ha avuto la possibilità di personalizzare le sue foto. Tale passione è cresciuta di pari passo all’aggiornamento tecnologico che lo ha portato ad utilizzare rapidamente i primi corredi Reflex. L’esperienza ed il maggior controllo della tecnica e dell’attrezzatura gli ha consentito di dedicare sempre più attenzione allo scatto da un punto di vista “artistico”. Paolo cerca sempre di stabilire un’idea alla base dello scatto, di ricercare un linguaggio personale e di interagire con il soggetto della foto. Insistere su questi tre elementi, insieme alla continua autocritica, anche attraverso il giudizio delle altre persone, ha prodotto una crescita e rafforzato la passione; alla base della maggior parte dei suoi lavori c’è l’idea di raccontare una storia, in alcuni casi interagendo con gli attori, in altri evitando di segnalare la sua presenza, per non interferire con lo svolgimento degli eventi; è un po’ il concetto del “racconto per immagini”. Il linguaggio fotografico serve a comunicare emozioni ed è quello che Paolo cerca di fare.

 

Da dove è partita la passione per la fotografia?

«La mia passione ha origine nell’interesse per l’arte figurativa pittura, disegno, grafica e scultura. Da sempre Sono affascinato di quanto sia potente la capacità di comunicazione di un’immagine. Questa comunicazione è immediata e agisce sulle capacità di percezione del cervello producendo emozione conoscenza e riflessione. L’interesse per la fotografia in particolare è scaturito da mio padre. Anche lui appassionato fotografo e studioso degli aspetti visuali e psicologici. Con lui mi ricordo tantissimi discorsi su aspetti come la capacità visiva dell’occhio umano e la elaborazione delle immagini del nostro cervello.»

 

Quanto ha influito positivamente o negativamente l’avvento del digitale?

«L’avvento del digitale è stato per me determinante. Mi ha aperto innumerevoli strade di costruzione elaborazioni delle immagini. Ad esempio l’editing fotografico per molti vecchi ma anche nuovi fotografi detestato, a mio parere è un potentissimo strumento di realizzazione artistica perché mi offre la possibilità di agire su una foto Come un pittore su una tela. Non a caso per l’editing si usano i pennelli. E così ho innumerevoli possibilità di personalizzare un’immagine e farle dire ciò che io intendo dica.»

 

Sei un autodidatta o segui le innovazioni tecnologiche e ti aggiorni?

«Sono un autodidatta perché imparo dall’esperienza sul campo. Questa è fondamentale. Quando ho un’idea fotografica, all’inizio è solo un’idea poi è sul campo che capisco come posso realizzarla ed è lì imparo ed evolvo. Ovviamente seguo attentamente le innovazioni tecnologiche e mi aggiorno. Non tutto mi interessa ma tanto può essere utile.»

 

Cosa c’è alla base di ogni tua fotografia?

«Sono una persona molto emotiva. Le emozioni mi guidano nella vita e nel processo creativo fotografico. In genere Ho un’idea fotografica che può nascere da una situazione vissuta da una persona incontrata, da una storia ma anche da un libro o una poesia letta ed è questo ciò che mi inspira. Da qui nasce il processo creativo che mi conduce ad una foto o a un progetto. Il risultato è il mio punto di vista che ha voglia di incontrare quello di chi osserva la mia foto.»

 

Una tua fotografia che ti ha emozionato?

«Ho sempre Ammirato Helmut Newton nelle sue foto c’è tecnica evocazione di sentimenti, una storia e induzione alla riflessione.»

 

Quello della fotografia è il tuo lavoro principale o una grande passione?

«La fotografia è la mia grande passione. È quella passione attraverso la quale guardo ciò che mi circonda in modo attivo e attento. In questo modo scopro dettagli che altrimenti mi sfuggirebbero e questo mi aiuta anche nelle altre cose che faccio.»

 

Progetti futuri?

«Osservare la realtà che mi circonda è sempre stato il mio interesse. Posti nuovi, persone, storie mi offrono una molteplicità di spunti per questo ho in mente di viaggiare per il mondo con una macchina fotografica ma questo non so se sia un progetto o più un sogno.»