di Stefano Sannino

 

Uno dei cardini della nostra società è la democrazia, da sempre – secondo l’opinione comune – eredità politica della città di Atene, adottata in seguito alla caduta del governo degli oligarchi, basata sulla sovranità popolare esercitata per mezzo di rappresentanze elettive, e che garantisce a ogni cittadino la partecipazione, su base di uguaglianza, all’esercizio del potere pubblico. 

La verità è però ben diversa da come ce la immaginiamo: la democrazia ateniese non era affatto la democrazia che conosciamo oggi, ma era una forma di governo dalla quale erano escluse tutte quelle categorie di cittadini diverse dall’uomo libero. 

Donne e schiavi, dunque, non avevano accesso a quel grande “esperimento democratico” messo in atto nella città dell’Attica e che tanto ha influenzato il mondo moderno. Oggi, grazie alle numerose lotte sociali portate avanti dalle minoranze, la democrazia è una forma di governo dalla quale nessun cittadino, a prescindere dalle proprie specifiche, è escluso. Non bisogna dunque pensare che ciò che noi abbiamo oggi, lo abbiamo grazie all’antichità, ma piuttosto che sia a partire da questi “esperimenti antichi” che abbiamo potuto evolvere la forma di governo principale del mondo libero occidentale. Altrettanto attentamente però, dobbiamo guardarci dal ritenere la democrazia come il punto di arrivo di ogni forma di governo, dal momento che numerosi sono gli esempi di monarchie che sopravvivono oggi e che prosperano grazie all’attaccamento che il popolo ha verso i propri monarchi. 

La verità, è che la nostra cara democrazia è sì un prodotto del passato, ma non è affatto adatta ad ogni luogo e ad ogni tempo: le forme di governo si sono alternate nella storia, adattandosi al periodo storico ed alle esigenze del popolo. Basta pensare, in questo senso, al cambiamento radicale che ci fu in Francia tra XVII e XVIII secolo, il primo profondamente monarchico di stampo assolutista, ed il secondo profondamente repubblicano. È il governo, dunque, ad adattarsi al popolo e non viceversa, poiché è il popolo che dà sempre – perfino nel caso delle monarchie assolute – potere e prestigio al sovrano. La società moderna, troppo abituata a pensare a se stessa come perfetta e completa, ha dimenticato tuttavia, che lo Stato ed il governo cambiano, per rispondere alle sempre nuove esigenze che caratterizzano il popolo. E di questo, possiamo starne certi, ne vedremo ancora gli effetti con il passare delle epoche.