di Stefano Bini

 

Quando Selvaggia Lucarelli scrive o appare in tv, la prima cosa che viene da pensare è che sia una miracolata, visto che di doti artistiche proprio non se ne parla; fa tv e critica, fa radio e critica, scrive e critica: insomma, un mestiere fatto di critiche sulle spalle degli altri che, la maggior parte delle volte, neanche le rispondono per non cadere ad un livello infimo, semplicemente quello di un’ex comparsa televisiva.

Lei fa sapere che non solidarizza con Giorgia Meloni per le offese ricevute, proprio perché la stessa leader di Fratelli d’Italia, a quando dice sempre la Lucarelli, è seminatrice di odio; in sintesi, questo è il messaggio: ti hanno offeso ma, visto che offendi spesso anche tu, non ti difendo. Ragionamento da 15enne, in fase ormonale, incazzata con la vita. A scriver la verità, la “selvaggiona” utilizza la stessa tecnica con tutti e, attraverso i suoi post, fa sapere questo, codesto e quello che gli passa per la testa; essendo non poco polemica e considerata da molti una bomba sexy, incuriosisce donne e uomini che la inondano di like. Ma attenzione, il gradimento non è per ciò che scrive ma per come lo scrive, la cosa è ben diversa e l’apprezzamento è tutt’altra cosa.

L’ex compagna di Laerte Pappalardo e giornalista di bassissima lega per mancanza di argomenti costruttivi che non scaturiscano in polemica, prima prezzemolina e poi critica di ballo, si distingue tra le platee anche come maitre à penser e intellettuale, mettendoci sempre quel pizzico d’insensata malizia che, dopo mezz’ora, ti chiedi di cosa stia ancora parlando.

Selvaggiona nostra, tra un flirt, una polemica, un cambio di casacca politica e una buona dose di critiche, è annoverata tra le “veline” e “letterine” più miracolate della tv e della carta stampata. Lei pensa all’intelletto, le sue lettrici alle polemiche che crea, i suoi lettori alle cosce che mostrava e alle tette che (ogni tanto) mostra. Ne più, ne meno e tutto ciò non destituisce a suo favore, ma l’unica che non se ne accorge è lei, presa com’è a fare la maestra di vita, manco fosse Màrio Pacheco Do Nascimento.

Buona Selvaggia a tutti! Finchè le dura.