di Stefano Bini

Brava, bella, testarda, conduce di notte il primo telegiornale all news nazionale ed è colei che ci accompagna fino all’inizio dei programmi mattutini di Rai1 e Rai3: Josephine Alessio; gavetta e determinazione sono stati e sono i suoi assi nella manica.

Mi sono fatto raccontate da lei il suo excursus professionale che, come quello di tanti, è fatto di portoni chiusi ma anche tante soddisfazioni.

 Quando e come ti sei accorta che il giornalismo sarebbe stata la tua strada?

«In realtà un po’ per caso, ora le racconto la mia primissima intervista. Durante il periodo universitario, mi dilettavo a lavorare part time come hostess sui treni, ai convegni, nelle fiere. Un giorno, mentre ero sul “Palinuro Express”, il treno che trasportava gratuitamente i turisti nel Cilento, fui chiamata dal responsabile per realizzare un sondaggio tra i viaggiatori sull’indice di gradimento del progetto. A quel punto, mi consegnarono un microfono. Chiesi: “Perché proprio io?”. “Faccia tosta, curiosità, empatia con la gente” fu la risposta. E da lì cominciò tutto. Mi piacque talmente tanto, che decisi di trasformare una passione in un vero e proprio lavoro. Ero giovane, ambiziosa, piena di belle speranze e tanti sogni nel cassetto. Inizialmente, brancolavo nel buio, non avevo messo a fuoco l’obiettivo, perciò sperimentai il teatro, cinema e la radio ma capii presto che il mio destino era un altro. E cosi, dopo essermi laureata in Lingue e Letterature Straniere, cominciai a svolgere seriamente questo lavoro, sostenendo poi l’esame da giornalista professionista. Insomma, la mia vita professionale è il risultato di una lunga gavetta e tanti sacrifici. Ma la determinazione, volontà e totale dedizione mi hanno permesso di realizzare il sogno.»

 

Tanta gavetta e poi l’arrivo in Rai. Com’è avvenuto il passaggio?

«La Rai, la più grande azienda culturale del Paese, è stata sempre un mito per me. Ricordo che da piccola mi incantavo a guardare i programmi tv. Ho avuto varie esperienze in altri canali ma il mio obiettivo era quello di entrare in Rai. Arrivò l’occasione con il “cultural tg”. Conducevo, facevo servizi e seguivo l’editing di un tg culturale realizzato dal Ministero dei beni e le attività culturali. Un bell’impegno visto che eravamo in pochi. Ma come si dice “fai il lavoro che ti piace e non lavorerai nemmeno un giorno”. Il caso volle che questo telegiornale fu inserito nel palinsesto di Rai utile, rappresentando così il viatico per il mio ingresso in azienda. Il direttore poi mi propose altri programmi dedicati al terzo settore, sociale, diritti umani. Prima ancora mi ero occupata di cultura, cinema, salute, turismo, moda, spettacolo e agricoltura.»

 

Approdata in Rai, quali sono state le tue mansioni prima di arrivare alla conduzione?

«Ho sempre ideato, curato e condotto dirette, rubriche, programmi tv prima di approdare nella famosa newsroom, il polmone dell’informazione, dove convergono tutte le notizie dall’Italia e dal mondo. Da 5 anni, sono alla guida del primo tg della Rai a reti unificate in onda dalle 5 alle 6.15 del mattino su Rai 1, Rai 3 e Rainews24. Un esperimento diventato ormai una realtà ineludibile per tutti gli italiani che si svegliano a quell’ora, apriamo l’informazione Rai, anticipando anche gli eventi del giorno. Un lavoro immane svolto di notte con tutte le difficoltà del caso. Ricordo ancora il primo giorno, sentivo una grande responsabilità per il percorso che la Rai stava intraprendendo e visto il consenso e l’affetto del pubblico, possiamo ritenerci soddisfatti. Credo nell’informazione neutrale, asciutta, non ingessata e senza troppi fronzoli. In più, mi piace interagire con i nostri telespettatori su Instagram anche per capire l’evoluzione della comunicazione 2.0»

 

Ormai da anni, sei “confinata” all’edizione notturna di Rai News. Ambisci ad un orario più consono o ti piace lavorare di notte?

«Cominciamo col dire che mi sono “confinata” da sola. Ho scelto questo turno perché amo le sfide, infatti spesso mi coinvolgono per progetti nuovi. Il turno di notte, come dicevo, non è semplice, abbiamo bioritmi completamente stravolti. È una vita complicata ma siamo uniti da un’unica grande passione: il servizio pubblico. Poi è entusiasmante il tg della all news, è diverso da quello tradizionale, ha una scaletta aperta, soggetta a cambiamenti, aggiornamenti che puntualmente vengono innestati tra un servizio e un altro anche mentre si è in onda. Ci piace accompagnare per mano i telespettatori attraverso il flusso delle notizie. Tante sono le cose da fare: impaginare il giornale, riscrivere le notizie, seguire le agenzie di stampa, scaricare i quotidiani online, caricarli sul touchscreen, clippare le immagini giuste, aggiornare i flash e il rullo. Un lavoro corale dove ognuno ha la sua specificità. Infine, staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro a proposito di orari consoni come mi chiedevi.»

 

Hai aspirazioni ad incarichi di responsabilità o il ruolo di giornalista già ti appaga?

«Perché no. Sono sempre a caccia di nuovi stimoli, aperta ad altre esperienze professionali. In passato, ho anche prodotto qualche programma. Nulla mi spaventa, la lunghissima gavetta aiuta a diventare più forti professionali, credibili.»

 

Cosa ti senti di dire ai giovani che oggi vorrebbero intraprendere il mestiere del giornalista?

«Insegnando anche ai giovani talenti, dico sempre di crederci davvero. Il nostro è un mondo difficile ma la passione per l’informazione, ti spinge ad andare oltre. Serve gavetta, studio, conoscenza di una lingua straniera e soprattutto non bisogna mai fermarsi alla prima porta “in faccia”. Proponetevi, non abbiate timore, siate sicuri di voi stessi e “perseguitate, tormentate” il vostro sogno come ho fatto io.»

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