di Stefano Bini

Dopo lo show in tv e on the road, un altro bel progetto dalla “famiglia” di Ballando con le stelle; infatti, Simone di Pasquale, l’evergreen dei maestri del programma, scende in pista con un’idea tutta dedicata al mondo del ballo di coppia, pensata e sviluppata in questo lungo periodo di lockdown: Virtual Dancer Academy, la prima accademia di danza virtuale 100% italiana. L’accademia consentirà di partecipare ad eventi speciali e competizioni, fruire di contributi video esclusivi dei maestri di Ballando, partecipare a corsi di aggiornamento professionale, workshop e stage.

Insieme a di Pasquale, anche gli altri maestri di Ballando che, con la loro professionalità, hanno portato stile nei programmi in prima serata di tutto il mondo; fra di loro: Sara Di Vaira, Veera Kinnunen, Anastasia Kuzmina, Maykel Fonts, Stefano Oradei e Giordano Filippo.

In quest’intervista, Simone di Pasquale racconta il suo futuro con la Virtual Dancer Academy, l’esperienza decennale nel format di Milly Carlucci, del mainstream e della politica italiana.

È il ballerino decano di Ballando con le Stelle. Come Le è venuta l’idea di passare dal palco di Rai1 al web?

«L’emergenza Covid ha accelerato il processo di digitalizzazione, il virtuale non è più il futuro, siamo nel futuro! Questa chiusura e distanziamento sociale mi hanno indotto a ricercare un metodo per ritrovare il “contatto” con il mio pubblico, amanti del ballo e grandi appassionati che per varie ragioni non hanno mai avuto l’opportunità d’iniziare a ballare»

Virtual Dancer Academy è la prima accademia di danza virtuale 100% italiana, com’è nata l’idea?

«L’idea mi è stata proposta da uno dei co-fondatori di VDA, Tommaso, che già aveva avuto esperienze in piattaforme online per il fitness. Dopo un primo momento d’incertezza legata alla mia poco conoscenza del mondo virtuale, mi sono tuffato in questo meraviglioso progetto insieme ai miei collaboratori Rocco, Valeria e Tommaso. Grazie al loro entusiasmo e grinta, ho messo da parte ogni dubbio e ho deciso che “si può fare!”»

Quant’è importante credere nel made in Italy anche nel mondo dell’arte, settore non poco in sofferenza?

«Il mio lavoro, mi permette di girare il mondo, conoscere diverse culture, usanze, opportunità. Nel mondo, l’italiano ha un fascino e un carattere ammirato e desiderato. Abbiamo grinta, creatività, empatia, qualità, passione, furbizia, con la giusta professionalità e serietà abbiamo non una, ma dieci marce in più. Io credo nel mio paese e nel made in Italy»

Quest’anno, Ballando ha fatto ascolti che non si vedevano da dodici anni. Voglia di evadere da parte del pubblico o curiosità verso un grande varietà?

«Ballando ha consolidato e ampliato il suo pubblico in quindici anni. L’empatia creata dal ballo credo sia il gancio più forte con il nostro pubblico, e scoprire le debolezze e le paure di un personaggio famoso avvicina lo spettatore. Inoltre, la magia creata da uno show come quello di Ballando, con musica, costumi, scenografie, effetti speciali, trasporta lo spettatore dentro lo spettacolo»

Nonostante lo show occupi il “tradizionale” sabato sera di Rai1, fortunatamente tra giudici e concorrenti non c’è traccia di politicamente corretto. Lei che rapporto ha con il mainstream?

«Non lo gradisco. Il bello di Ballando con le stelle, come dice spesso Milly Carlucci, è di restare fedele a sé stesso ma mai uguale. La giuria in questo senso dà voce a suo modo a pensieri differenti. Io, solitamente non amo la polemica, specialmente in un contesto come quello di Ballando, dove l’unico scopo è condividere un’esperienza meravigliosa e appassionata, tutto il resto mi fa sorridere, è parte del gioco e dei ruoli»

A Ballando con le stelle hanno sempre fatto notizia soprattutto i politici. Segue la politica nostrana? C’è qualche parlamentare che stima?

«Seguo la politica in maniera sana, cerco d’infornarmi in un mare di comunicazione molto spesso non chiara e forviante. Onestamente, non ho una particolare attenzione per nessuna figura politica; trovo ci sia una grande mancanza di ideali, personalità, carisma. Guardo invece con ammirazione e fascino ad alcuni politici della cosiddetta “Prima Repubblica”, cosciente della storia passata e dei suoi aspetti positivi e negativi, eravamo rappresentati da gente di spessore. Ora, insomma»

Qual è il messaggio che vorrebbe lanciare a politici ed istituzioni per salvaguardare il mondo dell’arte e dello spettacolo italiano?

«Questa pandemia creerà, a mio avviso, molti più danni psicologi a lungo termine che morti, le istituzioni e i politici non hanno capito o non hanno avuto la possibilità di sostenere e potenziare il nostro settore, fondamentale per la salute fisica e mentale della popolazione. L’arte e lo spettacolo nutrono la mente, il corpo, la socialità, le emozioni, la vita. Peccato, chi ci governa ha perso un’occasione»