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di Martina Grandori

Alle donne non solo piace da morire metterselo, ha anche la virtù di cambiare il volto, dona in un attimo luce e un tocco di sensualità. È il rossetto, il più grande, favoloso, immediato rimedio mai inventato nella storia del make -up.
 
Le nuance sono moltissime, ma il rosso è il suo colore per definizione, il colore della passione, della seduzione. Non c’è una a cui non stia bene. Alle donne piace metterlo, provarlo, cambiarlo, giocarci perché in due mosse le labbra colorate svoltano look e quindi umore.
 
Strumento indiscusso di seduzione, icona di quel glamour  democratico che accomuna attrici, dive e donne normalissime, veniva usato già 5000 anni fa nell’antica civiltà della Mesopotamia, la regina sumera Pu-Abi sbriciolava pietre semi preziose insieme alla biacca e applicava il tutto sulle labbra, la bella Cleopatra ne utilizzava uno ricavato dai pigmenti dei coleotteri e delle formiche.
 
Da lì in poi la storia del rossetto è a dir poco avvincente: adorato ma anche platealmente condannato, non conosce comunque incertezze. Le donne lo utilizzano, lo adorano, lo considerano il loro miglior amico. Coco Chanel, inseparabile dal suo famosissimo Passion n.14, diceva “se siete tristi, se avete un problema d’amore, truccatevi, mettevi il rossetto rosso e attaccate”.
 
Sempre ad un francese, Pierre François Pascal Guerlain, si deve la democratizzazione nel 1840 del primo esempio di lipstick, ma la svolta è nel 1915, grazie a Maurice Levy, inventore il primo rossetto in un contenitore tubolare.
 
Le suffragette lo portano come simbolo di emancipazione. Al cinema si deve la sua consacrazione, le dive di Hollywood come Marylin Monroe ed Elizabeth Taylor furono le ambasciatrici delle labbra rosse, erano gli anni Cinquanta e un sondaggio rivelò che i due terzi delle ragazze lo portavano tutti i giorni. Era l’emblema della femminilità, del bacio, le donne stavano conquistando diritti e importanza, ma sempre con un sorriso rosso ciliegia.
 
Le labbra scarlatte diventano il vezzo, il dettaglio di un viso acqua e sapone. Le donne lavorano, hanno famiglia e poco tempo per il trucco, il rossetto ha il pregio di essere applicabile in due secondi e il risultato positivo è lampante.
 
E oggi? Dopo decenni di gloss-mania, di labbra lucide come il flatting, è tornato nei beauty case. Il rosso è sempre il re dei rossetti, il suo potere sulla psicologia femminile è formidabile. 
 
E ora le donne ne hanno più che mai bisogno. Un fil rouge che unisce bambine, adolescenti, mamme, signore, manager e nonne.
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