di Stefano Bini

Non si può scherzare sui cinesi, sulle donne, sugli uomini, sui gay, sulla famiglia, sui piccoli difetti di una persona, su un comportamento, se uno fischia ad una donna è additato male, se uno fa un complimento ad un uomo allora è sessismo nei confronti di una donna; tutto questo ha dell’inverosimile. Alcuni para intellettuali e perbenisti vorrebbero far passare questi comportamenti come progressismo e “futuro”, a me sembra invece di andare indietro nel tempo e con una vomitevole censura.

Viva il giornale cartaceo Vernacoliere, si esulti per la satira di Striscia la Notizia, per il programma di Pio e Amedeo, per il nuovo show di Luca Barbareschi su Rai3 e per tutti i mezzi di comunicazione liberi; finalmente, anche la sinistra (quella più intelligente) ha capito che essere mainstream porta poco lontano e irrita il 90% degli italiani (ma anche degli stranieri). Al bando quella troglodita di Michela Murgia, che vuole fare la progressista di sinistra e invece si ritrova ad essere un’insopportabile raccomandata, al bando i gay che si sentono offesi da certe battute piccanti e non le prendono come sarcastiche, al bando i pro-family che hanno una visione patriarcale, al bando le donne a cui danno fastidio i complimenti, al bando gli uomini di potere che non sanno accettare la critica satirica.

Con questa orribile situazione pandemia, che ha messo in ginocchio società, economia, lavoratori e paesi interi, c’è bisogno di ridere, di satira, di leggerezza e spensieratezza; chi crea polemiche inutili, fa becero mainstream, esulta quando si contrappongono donne e uomini o si offende quando si prende in giro nazioni vicine, è destinato a durare poco, ad avere ideali sbagliati e a vivere in un mondo costretto da insulse leggi che non lasciano libertà di pensiero.

Viva la libertà e abbasso il mainstream (compreso l’inutile ddl Zan).