di Stefano Sannino

 

Orfeo è senza dubbio una delle figure mitologiche più affascinanti della storia, doppiamente legato alla tragedia dell’amore; un poeta e musico eguali, dall’origine divina e dalle melodie capaci di commuovere tutte le creature del mondo. In un universo popolato da dei e da mostri, intriso di sangue e di vendetta, di punizioni e di creature zoomorfe ed inquietanti, Orfeo non rappresenta solamente l’archetipo dell’uomo che affronta il lato più crudo della natura, ma incarna anche la bellissima – e poetica – visione, di una musica capace di oltrepassare le difficoltà, di sconfiggerle e di convertire in opportunità utili ad una crescita personale e collettiva: Orfeo, in poche parole, non è solamente un uomo immerso nel mito, ma è anche il musicista come essere umano capace di modificare la realtà attraverso le sue splendide composizioni. La lira di Orfeo, regalatagli secondo il mito da Apollo stesso, è quindi una vera e propria arma, con cui l’eroe affronta una serie di asperità e di difficoltà. Dalla spedizione con gli Argonauti, durante la quale riuscì a placare l’ira vendicativa delle sirene, fino alla catabasi (ossia la discesa agli inferi) per recuperare l’amata Euridice, durante la quale con l’aiuto della sua musica, riuscì a far commuovere i signori degli inferi, ad indurre al pianto le ar – antiche divinità della vendetta violenta, temute in tutta la Grecia – e perfino ad interrompere l’eterna fame degli avvoltoi che si nutrivano del fegato di Tizio. Tutto il Tartaro smise di essere un luogo atroce, grazie al malinconico e triste canto della lira di Orfeo, che divenne in quel momento non solo un semplice strumento, ma un vero e proprio mezzo per cambiare il destino. 

Ecco che la visione antica della musica, trova nei diversi miti di Orfeo un’incarnazione perfetta: musica come salvezza, musica come strumento per cambiare il mondo, musica come arma per combattere le avversità. 

Forse a noi non capiterà mai di discendere agli inferi per recuperare la nostra amata defunta, né ci troveremmo a combattere le sirene in compagnia dei celebri Argonauti, ma esattamente come per Orfeo, anche per l’uomo moderno la musica è il mezzo prediletto per giungere alla salvezza; nella musica l’uomo ritrova se stesso, guarda alla sua reale natura e modifica il mondo cosicché esso appaia meno buio e meno tetro. Non esiste, in questo senso, musica peggiore o migliore: tutta la musica porta con sé un oceano di emozioni, di sentimenti e di timori che la rende l’unico strumento capace di emanciparci dalla sofferenza che, a volte, incontriamo sul nostro cammino.