Ieri mattina 46 aderenti al movimento Greenpeace hanno organizzato una manifestazione di fronte ai padiglioni della Fiera di Rho di Milano. Lì si inaugurava la cinquantesima edizione della GasTech Exhibition and Conference. I manifestanti hanno tentato di far volare un pallone aerostatico senza aver chiesto i relativi permessi. Non è finita bene.

Infatti gli agenti della DIGOS Milanese, presenti per garantire la sicurezza dell’evento, hanno impedito che il pallone si sollevasse lo hanno fatto sgonfiare e infine lo hanno sequestrato. I poliziotti hanno poi identificato i 46 manifestanti, 12 cittadini italiani e 34 con diverse nazionalità europee, e li hanno denunciati, a piede libero, per invasione di terreni. Per spostare i manifestanti, i poliziotti hanno dovuto trasportarli di peso, come nel più classico dei sit in. Inoltre il questore di Milano ha emesso 4 fogli di via obbligatorio per 4 manifestanti italiani, che dovranno allontanarsi a Milano e starne alla larga per almeno sei mesi.

I motivi della protesta

Il Blitz dei volontari di Greenpeace è stato descritto sul loro sito internet ufficiale, nella sezione Italia. Protestavano contro il gaswashing, cioè le procedure per depurare e separare i gas prima di utilizzarli. Chiedevano inoltre di firmare una petizione online per far discutere all’unione europea una legge che impedisca di pubblicizzare le aziende che producono e trattano gas. La fiera del Gastech è il più importante meeting mondiale di aziende che si occupano di tecnologie che riguardano la lavorazione del gas, del Gnl e dell’idrogeno. Per la manifestazione i volontari di green peace hanno usato anche fumogeni, altoparlanti, e incollato volantini nella stazione della metropolitana

«Attenzione! Questa non è un’esercitazione. È in corso un’emergenza climatica. Si prega di non credere alle pubblicità ingannevoli delle aziende del gas e del petrolio. Sotto il greenwashing c’è l’inferno climatico» era lo slogan. Come se potessimo fare a meno del gas e della benzina, qualunque sia l’azienda che lo distribuisce e qualunque sia la metodologia usata per renderli utilizzabili.

di Ilaria Maria Preti