Ogni volta che un non politico siede a Palazzo Chigi suscita negli italiani la speranza che burocrazia, tasse e scartoffie possano gravare di meno sulla quotidianità e sul lavoro. Speranza riposta anche – ancor più che in Mario Monti – in Mario Draghi. Fino ad ora il corso degli eventi non è stato favorevole all’attuale Premier, anzi: riguardo la gestione della pandemia e dell’estate che si avvicina, aggiunge un ulteriore step burocratico per gli spostamenti, il green pass o certificato verde, come si dovrebbe dire nel linguaggio nostrano. La novità dell’ultima ora è che questo certificato rilasciato dai medici di base sarà a pagamento, in quanto ancora non è stato raggiunto un accordo di convenzione con il Ministero della Salute, come spiegato da Roberto Carlo Rossi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano in un’intervista all’Agi.

A pagamento, oltre che inutile. Il green pass dovrebbe permettere, dalla metà di maggio, il libero spostamento tra le regioni, che siano rosse, gialle o arancioni. I requisiti sono: compimento dell’intero ciclo di vaccinazione, guarigione dal covid da non più di sei mesi e tampone negativo effettuato 48h prima della partenza. È proprio quest’ultimo requisito a rendere del tutto inutile il certificato, basterebbe l’esibizione alle autorità dell’esito del tampone, che è già un costo per il cittadino che va dai 20 ai 50 euro. Inoltre, il medico di base non aggiungerebbe nulla di nuovo a quanto già analizzato, verificato e constatato dai laboratori e dagli ospedali, che sia per il vaccino, la guarigione o l’esito negativo del tampone. Non sarebbe che un ulteriore e inutile passaggio che toglierebbe tempo ed energie agli stessi medici e aumenterebbe costi e trafile per il cittadino. Allo stato attuale, il green pass non è altro che una doppia certificazione, un doppione, una conferma burocratica, perché il medico di base non può verificare nulla se non gli esiti dei tamponi.

Se davvero le intenzioni del governo sono quelle di incentivare il turismo e le vacanze per dar respiro ad un settore in ginocchio, sarebbe per esempio opportuno rendere gratuito il tampone per chi è in possesso di un biglietto del treno, dell’aereo o della prenotazione di un albergo. Altra semplice soluzione semplice, visto che la strada del certificato verde sarà seguita anche dall’UE, è rendere gratuito il tampone decisivo per l’idoneità al certificato, oltre che gratuito deve essere al più presto lo stesso green pass.

Intanto, al Ministero della Salute siede ancora Roberto Speranza, e ormai basta questo nome per capire il perché di tanta confusione.