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di Endimion
Che l’Italia avesse bisogno di un cambio di passo, era evidente alla nazione e non solo. Il Governo Draghi è arrivato come una manna dal cielo per salvarci in primis da un Movimento 5 Stelle sempre più fuori dalla realtà, e in secundis da un PD allo sbando. Oltre che dal Covid.
Oggettivamente, i ministri politici e tecnici sono di altissimo profilo, scelti dal Premier Mario Draghi con non poca accuratezza, ma come in tutte le situazioni c’è un “però”. Cosa ci fa un “nano politico”, un inesperto e ignorante come Luigi di Mario, in mezzo a degli esperti di politica ed economia? Giggino, anche in questo caso, non ha avuto gli attributi per abbandonare la poltrona e farsi da parte; non si è mai visto un ministro degli esteri che, quando oltrepassa i confini, si porti venti persone di staff perché non parla inglese, francese o tedesco. Tutto ciò è imbarazzante per l’Italia e per la sua storia; Di Maio si conferma un somaro irresponsabile.
Passando alla Lamorgese, ci chiediamo: come possono convivere i provvedimenti di un ministro così, con le idee della Lega? È vero, la Lega ha cambiato passo e, manca poco, è più europeista di Forza Italia, ma la calma durerà solo pochi mesi. Ora giustamente si respira euforia, tra qualche mese sarà di nuovo caos, e si andranno a benedire le benevole e giuste speranze di Draghi e Mattarella.
Cosa dire di Speranza? Ministro della salute che non capisce una mazza di sanità ed è stato confermato solo perché a Leu toccava un posto a tavola.
Il Governo Draghi metterà una sana toppa alle disgrazie dell’esecutivo giallorosso, ma la politica italiana non cambierà mai.

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