di Martina Grandori

 

«Un simbolo di trasporto sostenibile che trasmette un messaggio positivo per incoraggiare il consumo e la produzione sostenibile, con effetti benefici sul clima». Con queste parole le Nazioni Unite hanno sancito che dal 2018 il 3 giugno 2018 sarebbe diventata la Giornata mondiale della bicicletta. 

Per chi è stufo delle ormai tante, forse troppe «Giornate mondiali di», stavolta deve fare un’eccezione. In questo caso una riflessione sul valore della bicicletta è d’obbligo, fa parte di quei pochissimi effetti positivi portati dal Covid. Buona parte della della popolazione italiana, secondo i dati FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) quasi la metà, da marzo 2020 ha iniziato a cambiare abitudini negli spostamenti scegliendo di usare un nuovo mezzo di trasporto, più sicuro rispetto ai mezzi pubblici e meno inquinante dell’automobile, le ciclabili sono state ribattezzate “Covid Lanes” come il dossier di Legambiente. In pochi mesi l’Italia è tornata quella del secondo dopoguerra, le due ruote e un cestino sono stati la salvezza per manager, ragazzini senza motorino, mamme e pensionati che dell’andare in giro in bicicletta ne hanno fatto uno stile di vita. Libertà, non si inquina, si risparmia tempo e denaro e, aspetto non trascurabile, ci si sente inevitabilmente parte di una tribù sempre più popolosa, un elisir di vitalità se si pensa alla solitudine patita in questi 18 mesi. In tempi di pandemia, anche un sorriso, una precedenza offerta o l’attesa di un semaforo verde sono diventati quotidiani frammenti di contatto umano da non trascurare.

Non va dimenticato l’incentivo del Bonus Mobilità, mossa strategica da parte del Governo per aiutare gli italiani a muoversi in maniera autonoma senza sovraffollate i mezzi pubblici nelle ore clou: nel 2020 sono stati venduti oltre 2 milioni di mezzi, con un aumento della produzione del + 6% (oltre 2,7 milioni di pezzi) e un robusto trend del +44% nel settore delle e-bike, con 280 mila unità vendute. 

Da vituperati e poco amati (soprattutto nelle grandi città) i ciclisti sono diventati più potenti di una star di Hollywood,  200 i chilometri di piste ciclabili creati nel 2020, Milano capofila con 35 nuovi chilometri, e  i vari Pums – Piani Urbani di Mobilità Sostenibile – prevedono di raggiungere l’ambizioso traguardo di 2.626 km di nuove piste ciclabili, da sommare ai 2.341 km già esistenti in 22 città italiane. E come sempre accade, quando c’è aria di trend, le influencer cavalcano l’onda: Chiara Ferragni nella sua recente vacanza a Forte dei Marmi, località di mare dove la bici ne è l’icona, non ha mancato di postare una sua foto in bici. D’antan ovviamente.