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di Endimion

Non avrà la storia imprenditoriale di Silvio Berlusconi o la presa sugli uomini del nord come Matteo Salvini, ma Giorgia Meloni è una donna e questo basta per identificarla.

Insieme al suo gruppo parlamentare, Fratelli d’Italia, ieri ha occupato il parlamento, in rivolta a questo sciagurato governo, quando va in tv è chiara e apprezzata anche se l’interlocutore è di sinistra (Lilli Gruber non fa testo), ha portato in pochi anni un partito dal 3 al 17%, è riuscita fortunatamente a superare gli ignoranti del Movimento Cinque Stelle, è il personaggio politico più amato nei sondaggi ed è un dato oggettivo che si sia fatta politicamente da sola.

Ormai, quando l’elettore pensa a Giorgia Meloni, lo fa pensando ad una donna con gli attributi, che sa quel che dice, che difende in primis gli interessi degli italiani e poi quelli europei, che è riuscita a far resuscitare la destra italiana e a convincere gli italiani (e un gran pezzo dell’opposizione) che la parola “destra” non vuol dire per forza fascismo; Giorgia, come viene chiamata dalla costruttissima base, è una donna che si meriterebbe a tutti gli effetti la guida di un centrodestra, che in questo momento sta vincendo e convincendo ovunque. I tempi sono maturi per una donna al potere, sempre strizzando l’occhio a quel Silvio Berlusconi che ha vinto tutte le battaglie politiche degli ultimi vent’anni e al rampante Salvini, che al nord ha strapotere.

Giorgia è identificata come una donna romana, verace, rampante ma che, soprattutto nell’ultimo anno con il sorpasso su Forza Italia, ha saputo parlare al nord e al sud con la stessa efficacia con cui parla al centro. Gli imprenditori si sono fatti convincere dalla sua fermezza, gli operai non stanno più con la sinistra, i commercianti hanno le scatole piene del made in China e una donna-mamma “consola” mediaticamente i meno abbienti molto più di una figura maschile; qui, Giorgia si è giocata tanto e ha vinto tutto.

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