di Marzio Milord

Negli scorsi giorni, il nostro notista Abbattino ha più volte sollevato dei dubbi sulla fusione del partito di Silvio Berlusconi e quello di Matteo Salvini; le differenze, in passato, erano oggettivamente molte, inconciliabili, ma ora che la Lega ha preso una linea moderata, filo governativa, pro Mario Draghi e molto attenta alle dinamiche europee, quest’alleanza potrebbe risultare intelligente.

Certo è che Berlusconi vorrà grandi rassicurazioni, anche perché attualmente nei sondaggi Forza Italia vale 1\3 della Lega e dunque i nodi da sciogliere sono tanti. Dall’altra, c’è un’alleanza storica che parte dal 1994 e che ha permesso ai due alleati storici di vincere grandi battaglie nazionali e locali. Azzardiamo l’ipotesi che ci sia in ballo anche la presidenza della Repubblica, a cui Silvione aspirerebbe non poco.

Un partito moderato che si fonde con un partito ex conservatore e dallo spirito federale, che ora si sta trasformando in moderato, potrebbe essere una mossa intelligente, una novità, in un momento di marasma e smarrimento politico; se ci pensiamo bene, il predellino di Berlusconi ha fatto storia e ha portato il PDL alla soglia del 40% dei consensi. Tanto è stato detto ma nulla è stato scritto, ma i due leaders ci hanno riservato sempre non poche sorprese; i prossimi giorni saranno cruciali.