di Abbatino
L’ipotesi che sembra suggestiva di fusione, passa per uno stravolgimento di linea politica della Lega. Negli ultimi anni, la Lega ha passato intere campagne elettorali a chiedere l’uscita dall’euro, a combattere l’immigrazione clandestina, a flirtare con Orban e Le Pen: sovranisti, si sono definiti. Addirittura Draghi era l’euroburocrate, il servo del turbocapitalismo, un uomo asservito ai poteri forti;  adesso, invece, tutto viene accantonato, come l’armamentario secessionista prima, adesso quello sovranista, pronti a stare con la merkel. Pertanto, bene la Lega nel PPE, bene il governo da Salvini a Boldrini, bene infine la fusione con Forza Italia. Sarà una mossa convinta o un ennesimo voltafaccia politico? Forza Italia sembra più una nave senza nocchiere, pertanto un boccone facile da digerire. Pare che Berlusconi ha offerto proprio il partito unico, non per fusione però, per annessione. Troppa la differenza dei consensi, troppo differenza di eletti negli enti locali. La percentuale della Lega, anche se in calo, sovrasta Forza Italia, la quale sta crollando al centro e al nord ma resiste al sud.
Ancora più debole dopo la scissione di Brugnaro e Toti, con Berlusconi prossimo all’abbandono della politica, la possibilità di poter incidere nel futuro partito è davvero minima. Senza considerare che due più due in politica non fa sempre quattro.