Non è stata un’impresa facile ma alla fine i vigili del fuoco sono riusciti a recuperare il cinghiale in che si era infilato in un canale di scolo del Olona, partendo dalla Darsena. È stato recuperato questa mattina alle 7:30 in Piazza Tripoli, a Milano, attraverso un tombino. L’animale era vivo e sembrava star bene. Per estrarlo dal canale di scolo è stato necessario sedarlo. Oltre alle diverse squadre dei Vigili del Fuoco sono intervenute anche la polizia locale e la polizia provinciale, e il personale tecnico di MM, metropolitane milanesi, che conosce molto bene i numerosi fiumi e torrenti del sottosuolo di Milano, e le loro deviazioni.

Il cinghiale sembra essere molto giovane e di dimensioni contenute. Lo hanno definito un’ottimo nuotatore. E’ riuscito ad evitare la cattura per diversi giorni nonostante le numerose trappole disseminate in punti strategici del sistema idraulico che si trova sotto Milano. Il cinghiale era arrivato alla Darsena scendendo a nuoto lungo il Naviglio, dal parco del Ticino, probabilmente nella zona di Abbiategrasso. Poi dalla Darsena si era infilato in un canale di scolo del fiume Olona, che scorre sotto la città di Milano. Per sedarlo e poi recuperarlo, i vigili del fuoco e i veterinari sono scesi lungo uno dei profondi pozzi della tombinatura che prosegue fino alla riva dell’Olona sotterraneo.

pozzo di ispezione del fiume Olona a Milano in cui è stato catturato il cinghiale
Tombinatura del canale di scolo dell’Olona in piazza Tripoli a Milano

Anche se il cinghiale in questione è un abilissimo nuotatore, difficilmente avrebbe potuto sopravvivere a lungo nell’habitat poco naturale del nodo idraulico milanese. Dopo le visite veterinarie necessarie a verificare il suo stato di salute, il cinghiale sarà nuovamente liberato nelle campagne del parco de Ticino. Speriamo possibilmente lontano dai navigli. E’ generalmente la polizia provinciale che si occupa della liberazione degli animali selvatici catturati in città.

Il cinghiale Papillon è morto

Purtroppo non c’è stato un lieto fine. Nel pomeriggio è arrivata la notizia che il cinghiale, cui era già stato dato anche un nome, Papillon, era morto. Si trattava di una femmina, adulta, di circa 70 kg. L’animale è morto durante i preparativi del trasporto al Cras, il Centro di recupero degli animali selvatici, di Vanzago (Mi), dove avrebbe dovuto recuperare le forze e superare i traumi della brutta avventura. I quasi 15 giorni passati nel canale di scolo, al buio e con pochissimo cibo a disposizione, sono stati troppi. Anche se considerato un animale onnivoro, il cinghiale è un animale prevalentemente vegetariano. Si nutre di frutta, tuberi, radici: alimenti che non poteva trovare sotto la città. Stress , debilitazione, i postumi di una caduta dal salto di uno dei pozzi da cui lo hanno poi recuperato, e magari qualche infezione presa per essere stato troppo tempo a mollo nell’acqua sotterranea, hanno influito sulla sua fine.  Peccato, l’essere così bravo a nuotare è stata la sua sfortuna. 

Di Ilaria Maria Preti