Il caso “Radio Maria” ha imperversato sui social network nei giorni scorsi. Per chi se lo fosse perso: Padre Cavalcoli ha accusato i “peccati degli uomini” e in particolar modo i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso di essere all’origine dei recenti terremoti. Dichiarazioni che hanno fatto indignare molti e che sono rimbalzate da giornale a giornale, da sito a sito e da profilo facebook a profilo facebook, inducendo perfino i TG nazionali a parlarne.

Simili dichiarazione arrivano immancabili dopo ogni tragedia. C’è sempre un beota pronto a gettar fango su questo o su quello approfittando delle tragedie per “sciacallare” un po’ e conquistarsi il warholiano quarto d’ora di celebrità. Ricordiamo Roberto De Mattei, storico e convinto creazionista che, inspiegabilmente per chi crede nella ragione, era, allora, vicepresidente del CNR. L’impero romano, secondo lui, sarebbe stato invaso dai barbari come punizione per i rapporti omosessuali. Ma sui giornali ci finì per le dichiarazioni sul terremoto in Giappone nel 2011, quello che distrusse la centrale nucleare di Fukushima. A suo dire anche questo punizione divina per i peccati. E dove fece le suddette dichiarazioni? Ma dai microfoni di “Radio Maria”, ovviamente.

Che dai microfoni della radio integralista cattolica escano certe dichiarazioni non è dunque una novità. Anzi…

Ma qualcosa di nuovo c’è. C’è un’indignazione popolare molto più diffusa del solito. Diffusa al punto da richiamare l’attenzione dei media nazionali e da spaventare il Vaticano. Perché, diciamolo, l’intervento del Vaticano è solo una presa di distanza davanti allo scandalo e non certo una sincera accusa di certi atteggiamenti. In questi anni la curia romana non si è mai interessata alle farneticazioni dei vari De Mattei, Cavalcoli, Adinolfi e chi più ne ha più ne metta. Non ha mai criticano Radio Maria o il sito Pontifex Roma o altri media che in nome del cattolicesimo diffondono odio. Solo davanti all’ondata di indignazione il Vaticano ha preso le distanze, per non essere travolto dall’ondata stessa. Il che dimostra quanto la chiesa romana sia in crisi. Un tempo il Vaticano non si sarebbe sprecato per una cosa così piccola. L’avrebbe semplicemente ignorata. Oggi invece anche una cavolata che si diffonde su facebook, una cosa destinata a svanire in pochi giorni e a finire nel dimenticatoio, riesce a spaventare un’istituzione bimillenaria che ha resistito a cose ben più tragiche (dalla calata dei barbari alle guerre mondiali). Del resto l’elezione di Francesco I, non a caso soprannominato da tanti “papa marketing”, è indicativa di una chiesa sempre meno sicura di sé e sempre più attenta all’immagine per nascondere il vuoto sottostante. Un triste spettacolo.

Quali che siano le cause della presa di distanza del Vaticano, le sue dichiarazioni dimostrano un’ipocrisia notevole. Tanto per cominciare perché giungono tardi, dopo anni e anni di fango passato dai microfoni di Radio Maria. Mi immagino la sorpresa di Padre Livio Fanzaga (famigerato direttore della radio) nel ricevere la tirata d’orecchi, dopo anni, decenni di impunità. E il fatto che subito abbia abbandonato Padre Cavalcoli, scaricandolo come fosse l’unico colpevole, come se avesse agito contrariamente alla linea della radio, la dice lunga sul “coraggio” di Padre Livio e sui suoi “valori”. C’è un bel detto napoletano per definire persone del genere, ma non lo riporto per evitare volgarità.

L’ipocrisia più grande, però, il Vaticano l’ha fatta chiedendo scusa ai terremotati. Peccato che non fossero stati offesi loro. Nessuno infatti ha detto che si sono meritati la loro sorte o che la colpa fosse direttamente delle persone colpite dal sisma. L’offesa l’hanno ricevuta le persone glbt, le quali, nonostante non facciano altro che chiedere di poter vivere in pace la loro vita senza essere costantemente discriminate, si sentono accusare, niente di meno, che di aver causato i terremoti! Ma il Vaticano non si è accorto, evidentemente, di questo fatto e ha bellamente ignorato le persone glbt che, nella retorica cattolico-romana, continuano a essere solo peccatori contro natura, cospiratori del “gender” e altre amenità dal sapore medievale. Anche perché se la chiesa chiedesse scusa alle persone glbt, chi potrebbe poi accusare della perdita di fede della gente, della pedofilia dilagante nel clero e di ogni altro male? Non vorrete mica toglierle il suo capro espiatorio preferito? Non penserete che, addirittura, la chiesa possa fare un serio esame di coscienza, vero?

Concludendo, credo che questa presa di posizione sia solo una dimostrazione della debolezza del Vaticano, debolezza che lo porta a degnarsi di disquisire su una piccolezza da cortile di parrocchia. Quella stessa debolezza che, alla fine, impedirà al Vaticano di fare una seria riflessione e dei seri interventi per risolvere i problemi interni della chiesa romana. E così Padre Livio resterà al suo posto e continuerà a ospitare la stessa gente, continuerà a gettar fango su milioni di persone e a diffondere odio. Con buona pace di tutti noi.

Enrico Proserpio