di Veronica Graf

Prorogato il blocco dei voli dal Brasile

Ho firmato una nuova ordinanza che proroga il blocco dei voli in partenza dal Brasile e il divieto di ingresso in Italia di chi negli ultimi 14 giorni vi è transitato. Manteniamo l’approccio della massima prudenza mentre i nostri scienziati continuano a studiare le varianti Covid.

Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato l’ordinanza del 30 gennaio, che rinnova fino al 15 febbraio le misure disposte con il provvedimento del 16 gennaio per il Paese sudamericano dove è stata identificata una variante del nuovo Coronavirus.

Così migliaia di persone, inclusi cittadini italiani, stanno vivendo il panico, sono 1500 gli Italiani bloccati senza alcun modo per poter rientrare. La disperazione sta dilagando in tutto il Brasile. Ci si chiede come mai non si possa farli rientrare, magari con una quarantena obbligatoria o tampone, come valido per tutti gli altri paesi.

Un’ordinanza che impedisce il ritorno al proprio paese

L’ordinanza in questione va contro le linee guida dell’Unione Europea, viola la Costituzione italiana e l’articolo 13 dei diritti umani universali: ogni cittadino ha il diritto di ritornare al proprio paese. Purtroppo per gli italiani non si può fare una previsione di rientro, sono abbandonati a loro stessi in Brasile, senza assistenza, dato che l’ambasciata e i consolati dicono – quando rispondono – di non poter fare niente.

Alcuni casi sono anche piuttosto delicati: bambini che rischiano di perdere l’anno scolastico, famiglie separate, persone affette da malattie che hanno bisogno di farmaci specifici e cure mediche, persone minacciate di essere licenziate se non tornano al lavoro.

Fra disagio e rischio contagio: un esempio di cattiva politica internazionale

Lasciare queste persone in una situazione di disagio, in un paese ad alto rischio contagio è paragonabile ad un abbandono. In Brasile rischiano molto di più di contagiarsi e di dover perire sotto la malasanità, una delle tante piaghe del Brasile.

Fra le tante lettere di denuncia, una struggente di Denis Genua e che racconta la situazione:

Dal 16 di gennaio sto provando a smuovere la situazione per aiutare la mia famiglia a rientrare dal Brasile. Il rientro era previsto il 24 di gennaio ma in seguito ai due decreti del ministro Speranza sono bloccati fino al 15 di febbraio. Mia moglie e i miei due figli di 5 anni sono con lei a San Paolo del Brasile. Si sono recati in una clinica per sottoporre mio figlio a una terapia legata alla sua disabilità ma non sono più potuti rientrare.

La domanda che tutti si pongono è se davvero ci sarà lo sblocco dei voli dal 15 febbraio o se questa situazione verrà ancora protratta.
Un incubo che sembra non avere fine, un esempio di cattiva politica internazionale.