Lunedì 18 aprile abbiamo incontrato Pietro Tatarella, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, che ci ha concesso un’intervista. Con lui abbiamo discusso riguardo la corsa di Parisi alle elezioni comunali e alla situazione di Milano nel corso del mandato dell’attuale sindaco milanese, Giuliano Pisapia.
Buongiorno Tatarella, come sono andati questi cinque anni di opposizione in Consiglio Comunale come Forza Italia?
“Sono stati anni difficili. Abbiamo sofferto vedendo come Pisapia e la sua giunta ha trattato Milano. Sono stati anche anni molto intensi perché come capo gruppo ho guidato un’opposizione dura e senza sconti.
Ma credo che dopo diversi anni di governo, essere stati all’opposizione sia comunque servito per guardare la città di Milano da un punto di vista diverso da quello a cui eravamo soliti guardare.”
Secondo lei perché Pisapia non si è ricandidato?
“Sicuramente perché ha paura di perdere. Inoltre credo che non abbia vissuto il suo ruolo da sindaco con entusiasmo e passione. Due elementi fondamentali per riuscire ad amministrare una città importante seppur difficile come Milano.”
Forza Italia può essere ancora oggi un riferimento per quel riformismo milanese che negli ultimi anni si identificava nel centro destra e in particolare in Forza Italia?
“Forza Italia ha la necessità di ritornare a rappresentare il riformismo milanese e soprattutto deve riprendersi il ruolo di leader della coalizione di centro destra.
Questo perché credo che per vincere c’è bisogno di un grande risultato anche della Lega Nord.
Non possiamo comunque trascurare una forte rappresentanza del popolo dei moderati, che Forza Italia ha sempre identificato.”
Quali sono le principali cose da fare in caso di vittoria per la città?
“Innanzitutto dobbiamo abbassare la pressione fiscale. Milano ha visto con Pisapia un aumento del 450% delle tasse sulle persone fisiche. E’ la prima città, Milano, in Italia per le tasse sulle aziende.
Una seconda questione su cui dobbiamo focalizzarci è la tolleranza zero per assicurare ai cittadini milanesi di nuovo la sicurezza e la serenità, che in questi anni sono venuti meno. Infine si deve rivedere e ridefinire il sistema del Welfare ambrosiano, che attualmente discrimina gli italiani in favore degli extracomunitari.”
La sicurezza è sicuramente oggi un aspetto importante, ma come fare per trovare una soluzione che vada contro chi veramente ha bisogno e allo stesso tempo dare sicurezza ai cittadini?
“Prima cosa, come spesso ripete il nostro candidato sindaco, Stefano Parisi, dobbiamo investire sulle nuove tecnologie, mettendo in rete tutte le telecamere presenti sul territorio per consentire di prevenire episodi criminali e intervenire tempestivamente. Un altro aspetto fondamentale, sarà l’avvio di progetti sperimentali da condurre congiuntamente alle forze dell’ordine, così da poter aumentare il numero di agenti in città.”
Parisi sta guadagnando punti su Sala e forse dopo che Passera non corre più da sindaco è salito sui sondaggi, come vede la situazione?
“La partita è molto aperta. E’ evidente che siamo in rimonta rispetto a qualche mese fa, ma non dobbiamo commettere l’errore di affidarci troppo ai sondaggi, smettendo quindi di ascoltare i cittadini e le loro segnalazioni.”
Come le sembra Parisi, new entry nel mondo della politica?
“E’ un bravo politico e un manager con le idee molto chiare. Ha la fermezza e la determinazione che servono per poter trasformare queste idee in concrete azioni di governo, utili per far risalire la nostra città.”

Di cosa ha bisogno Milano per tornare ad essere una città guida in Europa?
“Ha bisogno solo di una cosa: creare posti di lavoro. Perché è solo attraverso la ricchezza dei singoli che si può creare la ricchezza di una città.”
Forza Italia a Milano è davanti ad una grande responsabilità, cioè ci si aspetta molto anche come risvolto a livello nazionale?
“Il risvolto nazionale di queste elezioni è evidente. Questo servirà a stabilire la coalizione di centro destra dei prossimi anni e i pesi interni alla coalizione stessa.”
Le priorità per Milano: lavoro e tasse?
“Lavoro e tasse sono due questioni strettamente correlate fra loro. Se noi riuscissimo ad abbassare le tasse, favoriremo nuove occupazioni.
Per poter abbassare le tasse è necessaria una forte riduzione della spesa corrente nel bilancio comunale.”
Terminiamo la nostra intervista, ma il capogruppo di Forza Italia, ci concede altri 10 minuti nel quale ci esprime un suo pensiero riguardo all’operato del Sindaco attuale Pisapia e della sua giunta.
“Uno dei grossi errori di Pisapia e della giunta di sinistra è stato quello di non voler semplicemente governare la città, ma di voler educare i milanesi ad un modello culturale.
Esempi concreti sono le domeniche a spasso, che hanno costretto i cittadini a lasciare l’auto parcheggiata la domenica; le piste ciclabili; le strisce blu nei quartieri periferici, fino ad arrivare a temi di maggior rilevanza e di grande sensibilità come la sostituzione delle parole “mamma e papà” per poter utilizzare “genitore 1 e genitore 2”. Non solo, l’educazione sessuale con libri distribuiti nelle scuole in cui veniva spiegato ai nostri figli che esistono rapporti diversi da quelli tra un uomo e una donna.
Io sono convinto che l’educazione debba essere garantita dalle famiglie e non debba essere indottrinata come ai tempi del regime.”
AUGUSTA DI FUSCO