di Abbatino

Prevedibile. Draghi incassa la fiducia, alla Camera e al Senato senza problemi. Maggioranza bulgara si direbbe. Da Salvini a Boldrini. Come da copione, come da regime. Ebbene, uscendo dal politicamente corretto, questa politica, quella ufficiale, è stata commissariata dal presidente della repubblica. Un signore che tra un anno circa termina il suo settennato e va a fare il nonno. Tutti, proprio tutti hanno celebrato il Draghi difensore dell’Unione europea come se questa fosse in pericolo. Affatto, non c’è nessun pericolo per l’Europa ma per l’Italia si. La povera patria cantata da Franco Battiato sta per sbattere contro il muro sotto i colpi della pandemia, ma soprattutto sotto le bastonate di governi invisi al popolo e deboli nelle risposte ai cittadini. Un fallimento insomma. Della politica e del sistema costituzionale italiano. Draghi si emoziona mentre accoglie a settant’anni suonati l’incarico, gli italiani si disperano perché aumenta la soglia della povertà e dello sconforto. Quasi tutti sono favorevoli al commissariamento di Mattarella con Draghi. Come in Turchia come in Cina come in dittatura, se la democrazia non si esprime con libere elezioni non c’è democrazia. Si dirà che la democrazia è delegata al parlamento eletto.  Eletto certamente, quanto svilito nelle sue funzioni e privo di riscontri rispetto alle elezioni politiche che lo hanno determinato. Intanto sono stati bruciati miliardi di fatturato per le chiusure di San Valentino. Non c’è proprio amore neppure per i santi. Draghi è avvisato.