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 Inizierà l’8 novembre (ANSA) – ROMA, 23 OTT – “Rifarei tutto. Perché ho ritenuto mio dovere aiutare persone che mi hanno chiesto di interrompere la loro sofferenza. Mi sono autodenunciato per poter verificare la chiarezza sul diritto delle persone malate terminali. Evidentemente qui si confrontano un codice penale del fascismo e dei principi costituzionali di libertà fondamentale legate alla propria salute e al proprio corpo”. A dirlo sul caso di Dj Fabo è Marco Cappato, esponente dei Radicali e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, a margine del convegno “Autodeterminazione terapeutica e questioni di fine vita” organizzato dall’Associazione Luca Coscioni che l’8 novembre andrà a processo per aiuto al suicidio. “Fare chiarezza – aggiunge – è l’obiettivo della mia auto-denuncia, della mia disobbedienza civile. Sarà un processo pubblico quello che mi attende in Corte di Assise a Milano, ho rinunciato alla fase preliminare per andare subito a giudizio”.
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