di Stefano Bini

Questa è oggettivamente una delle più belle interviste che abbia mai fatto, mi ha emozionato scrivere le domande e commosso leggere le risposte. Vado tanto fiero di questo pezzo.

Damiano Rizzi, patron della Onlus Soleterre, da sempre sostiene le cure di bambini malati di cancro in famiglie povere, in Italia e nel mondo, in contesti a medio e basso reddito; una persona e un’organizzazione che non hanno pari, per umiltà, impegno e passione.

Ci siamo incontrati per la prima volta a novembre 2020, entrambi ospiti del Maurizio Costanzo Show, su Canale5; è quasi inutile scrivere che siamo entrati sin da subito empatia, in primis perché ho avuto modo di raccontagli la mia “esperienza” con il cancro che mi ha colpito nel 2017, e in secundis perché Damiano è un uomo affabile e molto cordiale. Non ha a caso, Maurizio Costanzo tiene a battesimo la la Onlus Soleterre da anni.

 Come e perché è nata la Onlus Soleterre?

«Soleterre è nata 20 anni fa per due buoni motivi: sostenere le cure di bambini malati di cancro in famiglie povere, in Italia e nel mondo, in contesti a medio e basso reddito. Il secondo motivo è quello di tutelare, in questo modo, il diritto umano di accesso alle cure sanitarie. Anche le persone prive di mezzi economici hanno lo stesso diritto alla vita di chi ha risorse monetarie e a cure di elevata qualità. Abbiamo abolito dal nostro vocabolario alcuni modi di dire: “non si può”, “è impossibile”. Siamo un gruppo di persone che si prende carico di quelle “sfide impossibili” a cui nessuno vuole dare speranza. Le faccio un esempio, per il linfoma di Burkitt, in Europa, i tassi di guarigione vanno dall’80,1 al 89,1% con una media di 85,1%. In Africa, per la stessa patologia, le percentuali oscillano tra l’11,0 e il 23,9% con una media del 17,2%. Significa che per lo stesso tumore in Europa 9 bambini su 10 possono vivere mentre in Africa ne muoiono 9 su 10. Soleterre ha introdotto protocolli europei in Africa (in Costa d’Avorio, ad Abidjan presso l’ospedale universitario Treichville) e le percentuali per questo tumore sono oggi del 48%, ossia 5 bambini su 10 possono avere la speranza di una guarigione all’interno dei protocolli introdotti. Ogni 10 bambini ne possiamo fare vivere 5 invece che 1 solo. Prima del nostro arrivo i bambini erano accolti in pediatria su fogli di cartone (al posto dei lettini). Abbiamo organizzato tutto quello che normalmente esiste in un ospedale europeo. Dai letti, alla fornitura di medicinali passando per la formazione del personale medico e l’inserimento di uno psico-oncologo. È molto importante continuare a curare i bambini e lavorare perché si ritenga un loro diritto fondamentale quello di avere accesso a cure gratuite e di qualità. Ancora oggi, per milioni di bambini, non è un diritto acquisito.»

 

La lotta contro il cancro nei bambini e l’inclusione di persone adulte sono i vostri cardini. Com’è andata in questo anno di pandemia?

«Questo è un periodo di emergenza per le persone sane, figuriamoci per i bambini malati di cancro. I pazienti oncologici immunodepressi sono particolarmente a rischio, sia per quanto riguarda la morbilità che la mortalità in caso d’infezione da virus respiratori, tra cui i coronavirus. Dai dati raccolti dall’AIEOP, l’Associazione italiana di oncologia pediatrica di cui sono membro, sappiamo che il Covid-19 non ha risparmiato i bambini e ragazzi con tumore anche se i casi non sono molti: 40 in Italia nella “prima ondata” da febbraio a ottobre 2020. Nello stesso periodo si sono registrati sia una riduzione di un terzo delle diagnosi di tumore pediatrico sia un aumento di quelli in stato avanzato. Vuole dire che le famiglie italiane hanno avuto paura di recarsi in ospedale. Gli oncologi hanno lanciato diversi appelli ai genitori a non trascurare sintomi preoccupanti nei propri figli e a farli visitare. Nello stesso tempo, Fondazione Soleterre, a causa della pandemia, ha creato un nuovo progetto di supporto psicologico che dalla “prima linea” dei reparti Covid-19 (Pronto Soccorso, Malattie Infettive, Rianimazione) di IRCCS Policlinico San Matto di Pavia, dove sino a prima di febbraio 2020 lavoravamo solo in oncologia pediatrica, si è esteso all’intera popolazione italiana attraverso la creazione di un Fondo Nazionale per il Supporto psicologico. Una delle poche esperienze di supporto psicologico gratuito alla popolazione italiana che prosegue ancora oggi dal primo giorno di Pandemia.»

 

Con la pandemia, c’è stata meno curanza verso quei bambini affetti da tumore?

«A livello globale, i risultati di una ricerca a cui hanno partecipato 213 centri di cura del tumore infantile di 79 paesi del mondo, pubblicata a marzo 2021 in The Lancet Children & Adolescent Health, ha rilevato che il 34% dei centri (parliamo di 73 reparti ospedalieri) hanno visto i loro bambini abbandonare le cure. Qualcuno le ha riprese dopo più di 4 settimane. Resta un dato sconcertante perché senza le cure mediche il cancro avanza. La maggior parte di questi centri si trovano in Paesi a medio e basso reddito.»

 

Dove e in quali strutture opera Soleterre?

«Da 20 anni interveniamo con un programma partito dall’Europa – Italia e Ucraina – e che si è esteso in Africa – oggi operativo in Costa d’Avorio, Burkina Faso, Marocco e Uganda e che negli anni ci ha visti lavorare anche in altri paesi, come El Salvador e India. In Italia gli interventi son nelle oncologie pediatriche di IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e del SS Annunziata di Taranto. Il programma si allinea con gli obiettivi internazionali fissati nel 2018 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità con la “Iniziativa Globale per il Cancro Infantile”: ridurre il numero dei bambini malati (stimati in almeno 300.000 ogni anno) e alzare entro il 2030 i tassi di sopravvivenza a livello globale fino al 60%, riducendo la forbice di iniquità sociale tra Nord e Sud del mondo. Infatti, mentre i tassi di sopravvivenza nei paesi ad alto reddito sono aumentati significativamente (raggiungendo una media dell’80%), nei paesi a basso reddito i bambini hanno quattro volte più probabilità di morire.»

 

Chi sono i vostri maggiori sostenitori, a livello economico e mediatico?

«A livello economico i nostri principali donatori su questo programma sono le persone, i singoli individui, le aziende e le Fondazioni private. Nel 2020 abbiamo raccolto circa 7 milioni di Euro. A livello mediatico collaboriamo con le principali testate nazionali e abbiamo, con alcune, una “collaborazione storica”. Penso a Le IENE, Striscia la notizia, a Piazza Pulita di Corrado Formigli, che mi ospita in ogni stagione da 10 anni e con cui abbiamo creato diversi interventi in molte aree del mondo e in Italia a Taranto, creando due borse di studio per medici specializzandi in oncologia pediatrica e una casa di accoglienza. Una collaborazione super speciale l’abbiamo anche con il Maurizio Costanzo Show. Da 15 anni collaboriamo, e da almeno 6 stagioni sono in prima fila, in tutte le puntate del programma di Maurizio Costanzo. Insieme, abbiamo completamente rinnovato interi reparti oncologici pediatrici in Italia e nel mondo curando migliaia di bambini.»

 

Nel concreto, com’è possibile sostenere Soleterre?

«É possibile farlo in diversi modi, ognuno secondo le proprie possibilità, perché come diciamo sempre ogni aiuto, anche il più piccolo, fa la differenza. Si può donare con bonifico intestato a Soleterre usando l’IBAN IT88Q0503401699000000013880 oppure online sul sito https://sostieni.soleterre.org/ . In tutti i casi rendiconteremo con trasparenza ogni singolo euro speso e terremo informati i donatori sull’avanzamento del progetto che hanno deciso di sostenere. Un’ulteriore modalità, gratuita, è la donazione del 5 x mille in fase di dichiarazione dei redditi: basta inserire il codice fiscale di Soleterre 97329310151 nel riquadro “Sostegno delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”.»