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di Gabriele Rizza

Può sembrare un azzardo sviluppare e credere in nuovi progetti imprenditoriali ai tempi del Covid, specie in Italia, dove gli unici vincenti sembrano essere i colossi del web e del digitale. C’è però necessità di credere nel valore dell’intellettualità imprenditoriale italiana, nella sua capacità di avere ancora una visione a lungo termine, accompagnata alla formazione professionale. Ne abbiamo parlato con Marco Bacini, uno degli imprenditori che, in questi tempi bui, ha deciso di mettersi ancora in gioco con altri investitori con lo stesso spirito. Già attivo nel campo della moda e della comunicazione, con Grownnectia punta a far crescere le sturtup, un settore strategico per tutto il sistema Italia.

Partiamo da zero: ci parla di questo nuovo progetto, delle sue potenzialità e delle persone che ci stanno credendo?

«Il progetto Grownnectia è stato lanciato nell’estate del 2018 con sede a Roma dall’idea di Massimo Ciaglia (ceo, startupper di successo con un’importante exit alle spalle), si tratta di una società di advisory con l’obiettivo di divenire in 5 anni il primo player europeo nell’assistere le startup in ambito pre-seed (prime fasi di vita) e seed. In questi primi 24 mesi sono stati già raggiunti ottimi risultati: oltre 300 startup seguite, 80 startup entrate nei percorsi di validazione e pre accelerazione, 1 Exit (Irealtors applicazione settore prop tech), 5 investimenti in portfolio, aperte le sedi di Verona e Roma (uffici operativi) e in corso di apertura Brescia, Genova, Pescara, Milano e Firenze. Grownnectia approccia come una società di consulenza per portare le startup dalla validazione dell’idea al mercato, con prodotto e modello di business validato ed una prima traction, per consentire così di entrare nel deal flow di fondi, incubatori, acceleratori che operino sul seed capital. Sono stato coinvolto personalmente nel progetto è ho accettato di intervenire coinvolgendo anche importanti amici imprenditori, nomi del calibro di Luigi Foscale, Paolo Cabassi, Francesco Osti (ex presidente Comprital spa), Giacomo Bruno (Giacomo Bruno Editore), Alessandro Cianciaruso (ceo SEAS South East Aviation Services), Alessandro Vergano (ceo Kampos), Francesco D’Alessandro (ceo Fly Free Airways) solo per citarne alcuni».

A che punto è il crowdfunding in Italia? Ha delle specificità in particolare e ha ancora margini di sviluppo?

«Il crowdunding oggi è un’ottima soluzione per accedere a capitali velocemente, ci sono delle specificità ma è molto ben regolamentato e ci sono dei player molto importanti e professionali per gestire le campagne, noi ci siamo affidati a Backtowork che è sicuramente leader di mercato. Ci sono a mio avviso ampi margini di sviluppo, è può essere un vero sostegno per le startup soprattutto nei primi momenti che sono proprio quelli più difficili, in Italia più del 90% delle startup fallisce nei primi 2 anni. Un mercato molto competitivo che necessita di know how, skills e di figure estremamente preparate, Grownnectia offre esattamente questo con uno staff di advisor che oggi conta quasi 50 persone con professionalità specifiche».

Lei sta investendo, credendo nell’Italia, in un momento in cui i più fortunati tendono invece a risparmiare. Cosa l’ha spinta? Il business può ancora essere accompagnato da uno spirito di appartenenza comunitaria?

«Io ho l’idea romantica che il business debba sempre essere accompagnato “anche” da un qualcosa di etico, una sorta di “give back”. Oggi l’Italia sta vivendo il momento storico più difficile dal secondo dopoguerra ed è a mio avviso fondamentale per chi può aiutare. Aiutare le imprese, aiutare i giovani, aiutare chi ha idee investendo sul territorio italiano. Quando negli Stati Uniti si innescò la crisi dovuta al crollo di Lehman Brothers, e la borsa perdeva miliardi di capitalizzazione, il più grande investitore di tutti i tempi Warren Buffet dichiarò sul New York Times “Buy American”, dicendo che le società americane erano in una condizione molto migliore di quella che volevano far apparire ed incentivando ad investire “americano” per superare la crisi. Con le dovute proporzioni io oggi dico “comprate italiano”, che sia un prodotto, un servizio o una società ma aiutiamo il nostro Paese che in questo momento ne ha veramente bisogno. E se volete provare ad approcciare il mondo del crowdfunding da oggi Grownnectia ha aperto il proprio capitale sulla piattaforma Backtowork e si può investire partendo da 250,00€».

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