di Stefano Bini

Dopo aver scritto di alcune mie esperienze lavorative, dei programmi che guardavo e guardo in tv, non posso non portare la memoria a quando da bambino mi fissavo davanti a Ciao Ciao e Ciao Ciao Mattina; i cartoni ti catturavano, le sigle di Cristina D’avena erano fantastiche, la voce dei pupazzi Four e Ragù ti stuzzicavano la fantasia.

Fino all’adolescenza, ogni giorno che il buon Dio metteva in terra, facevo colazione davanti ai cartoni di Ciao Ciao Mattina e la giornata iniziava sempre con un sorriso, tranne quando c’erano importanti verifiche. Come per Bim Bum Bam, la spienseratezza di questi contenitori faceva compagnia al bambino, lo accompagnavano in un mondo tutto loro fatto di fantasia, cultura, divertimento, allegria, lettura. Spesso, i grandi manager della tv, mi dicono che non sarebbe possibile replicare queste situazioni perché la concorrenza è troppa; ed io, testardo e consapevole di quello che dico, ribadisco sempre che fare un prodotto per ragazzi intelligente, moderno e ben fatto è la chiave per entrare nel cuore dei difficili bambini di oggi. Ma loro sono loro, ed io non conto un….Nulla!

Ciao Ciao, per 20 anni, ha davvero preso per mano il bambino e lo ha fatto diventare adolescente, coccolandolo con cartoni, gag e siparietti che facevano crescere, riflettere e insegnavano i valori dell’amicizia e della famiglia. Un plauso ad Alessandra Valeri Manera, allora capostruttura della fascia ragazzi Mediaset, alla mitica voce di Pietro Ubaldi per Four e a tutti gli autori che regalavano tanti sogni a milioni di bambini. Ci mancate!