di Martina Biassoni

Parlare di canapa è molto delicato a causa di mala informazione e crociate contro questo tipo di coltivazione, ma in pochi sanno che le piante di cannabis sativa rappresentano un ottimo metodo per far fronte ai danni che fast fashion ed industrie disparate producono all’ambiente.

La pianta di canapa costituisce un prodotto estremamente positivo per l’ambiente, già dal momento in cui viene piantata: essa infatti, a parità di terreno, richiede meno di un terzo dell’acqua necessaria per il cotone, meno pesticidi ed insetticidi grazie al suo repellente naturale per parassiti, e produce il 200% di fibre in più rispetto al cotone ed il 600% in più rispetto al lino.

Le fibre di canapa, in Italia, non hanno storia breve: fino al 1940, grazie alla sua eccezionale resistenza, era largamente utilizzata nell’industria tessile, per essere poi completamente eliminata dal territorio perché associata agli effetti stupefacenti che, in presenza di una percentuale di THC nettamente superiore a quella del tessuto, questa pianta può dare. La coltivazione venne quindi interrotta, provocando danno non solo all’ambiente, perché le cannabis consuma molta più anidride carbonica delle normali piante e non esaurisce le proprietà nutritive del terreno, ma le alimenta, ripulendo il suolo di piombi ed inquinamento, lasciandolo fertile e pronto ad essere nuovamente coltivato; ma anche all’economia perché l’Italia rappresentava all’epoca il secondo paese al mondo per ettari coltivati, distruggendo così aziende agricole e commercio.

È in corso oggi una rivalutazione di questo prodotto, anche grazie a progetti di studio organizzati in Sardegna per evidenziare quali effetti anti-inquinamento la canapa produca sui terreni; ma anche da parte dell’industria moda, la quale vuole far fronte al danno causato creando e mixando tessuti di canapa ad altri tessuti, per favorire una produzione in linea con i principi di sostenibilità. È qui che subentrano Levi Strauss & co. che, nel 2019 ha creato una collezione in collaborazione con Outerknown (Levi’s Wellthreat x Outerknown) di capi che sfruttano le caratteristiche del cotone per denim e della canapa per creare capi resistenti e morbidi, sostenibili e belli alla vista, ma anche Patagonia, Jungmaven, Recreator, Hempy’s e moltissimi altri brand a favore della salvaguardia ambientale.

Un tessuto che si stropiccia facilmente come il lino, ma resistente come il denim, dalle lavorazioni manuali e dal bassissimo impatto ambientale che porterà il sistema moda ed il tessuto mondiale verso un nuovo orizzonte più green.