di Susanna Russo

 

Il Consiglio Comunale di giovedì 22 Aprile si apre con la “minaccia” del consigliere De Chirico (FI), che dichiara che lascerà immediatamente l’aula virtuale se non riceverà un riscontro sulla sua DRI (domanda a risposta immediata). Quest’ultima tratta dell’occupazione abusiva di 3 lotti della Fabbrica del Vapore da parte del Tempio del Futuro Perduto, centro culturale e polifunzionale. Il Presidente Bertolè, che già precedentemente aveva chiesto al Consigliere di Forza Italia di apportare delle modifiche alla sua DRI, poiché era troppo specifica e dettagliata nel menzionare nomi e cognomi dei diretti interessati, spiega ora al Consigliere che, affinché possa essere presentata in Consiglio, deve intercorrere il tempo stabilito, e lo rassicura che appena ciò sarà accaduto, ci sarà modo di parlarne. Si rasserenano così gli animi e il Consiglio prosegue.

Il consigliere De Pasquale (FI) ci tiene che anche in questa sede venga discusso “l’episodio di grave discriminazione del genere femminile che da giorni è sulla bocca di tutti”: il tentativo da parte dell’ex leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo di difendere suo figlio, indagato per violenza, attraverso un video pubblicato sui social. Le parole pronunciate da Grillo sono pesanti e discriminatorie, e il Consigliere si concentra sulla gravità del messaggio fatto passare dall’ex leader del M5S, ossia che non sia legittimo denunciare dopo un qualsiasi arco di tempo una violenza subita, soprattutto in una fase storica dilaniata da continue discriminazioni di genere e femminicidi. De Pasquale chiede dunque che venga votato un documento da lui predisposto sulla questione.

Si ricomincia poi con la discussione delle decine di migliaia di emendamenti presentati dai Consiglieri in merito al bilancio preventivo. L’assessore al Bilancio Tasca comunica al Consiglio che, fintantoché gli emendamenti saranno in numero così spropositato, il parere della Giunta sarà sempre contrario.

Non è solo il voto della Giunta ad essere sfavorevole: ogni emendamento presentato in questo Consiglio viene infatti, per maggioranza schiacciante, respinto dagli stessi consiglieri.

A questo proposito interviene il consigliere Barberis (PD), che ancora una volta fa notare la “totale inutilità” del lavoro svolto in queste ultime sedute, e il conseguente “mancato rispetto” nei confronti della cittadinanza. Invita tutti i consiglieri, probabilmente soprattutto quelli dell’opposizione, a riflettere su ciò, soprattutto dal momento che la maggior parte di loro o non è presente, o, al momento della votazione, non presta particolare attenzione all’esposizione dell’emendamento.

Risponde alle velate accuse del Consigliere del PD la consigliera Sardone (Lega), che ironizzando, chiede a Barberis se si sia per caso emozionato per la rarissima presenza del Sindaco Sala in Consiglio, e se sia questo il motivo del suo intervento, a suo parere, senza alcun fondamento. Aggiunge infatti che del ritardo nella presentazione del Bilancio non è certamente responsabile l’opposizione con i suoi emendamenti, ma esclusivamente la Giunta, che avrebbe dovuto presentare il bilancio preventivo mesi prima.

Gli emendamenti discussi e respinti nel corso di questo Consiglio portano la firma dei consiglieri De Corato (FdI), Abbiati (Lega) e De Pasquale. Tra gli emendamenti di De Corato, alcuni sono inerenti a tematiche più volte discusse dall’opposizione, ad esempio la necessità di un maggior impegno di forze dell’ordine nelle periferie e di un aumento di personale nel settore del trasporto pubblico volto a contrastare la microcriminalità. Un terzo emendamento invece è volto ad esprimere la già ribadita contrarietà alla politica della mobilità ciclabile di questa Amministrazione.

Non mancano, anche in questo Consiglio, note di ironia: il consigliere De Chirico, a metà seduta dichiara di aver perso il conto e chiede apertamente quante delle decine di miglia di emendamenti da discutere, manchino ancora. Segue questa scia ironica Bertolè, rispondendogli che mancano quelli che ancora non sono stati discussi. Si tratta di un’ironia dal retrogusto amaro, infatti passeranno diverse sedute prima di riuscire a smaltire tutti gli emendamenti presentati.